GUNA: Nove milioni di italiani chiedono una legge precisa

Sempre più italiani guardano oltre la medicina tradizionale. Inaugurato a Milano il più avanzato polo di ricerca al mondo per la farmaceutica omeopatica. “Mi auguro che il Governo regga per tutto il mandato così il Parlamento potrà finalmente approvare una legge che regoli il comparto delle cosiddette medicine complementari”, questo quanto affermato dall’assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi Di Chiavenna e sottolineato dalle istituzioni oggi a Milano, in viale Palmanova, durante la conferenza stampa per la presentazione del nuovo centro di ricerche di GUNA, società leader in Italia nel settore delle medicine non convenzionali. I dati parlano chiaro. Nove milioni gli italiani che si affidano alla farmacologia omeopatica per curare alcune patologie, per una spesa che si aggira intorno ai 300 milioni di euro all’anno (dato 2007), 20 mila i medici che li prescrivono, 30 le aziende di settore e 1.200 i dipendenti del comparto. Questi i numeri di un mercato in netta crescita, nel quale GUNA, con un fatturato di oltre 50 milioni di euro, è leader assoluto in Italia, nonostante le limitazioni, i divieti e le restrizioni che pesano sul settore. Tra le istituzioni presenti anche l’onorevole Romano La Russa, assessore all’Industria, Piccola e media impresa e Cooperazione e Mario De Gaspari  consigliere provinciale, in rappresentanza del presidente Filippo Penati che hanno confermato la necessità di un intervento dal parte del Governo in carica per riformare nei prossimi cinque anni una situazione di restrizione che in Italia vieta, dal 1996, la registrazione di un farmaco omeopatico. I risultati dei laboratori di ricerca e i dati economici di consumo sono eloquenti per poter portare la realtà italiana alla stregua di Paesi pionieri, come la Francia, la Germania e l’Inghilterra che da tempo si sono allineati alla normativa europea. L’assessore Landi di Chiavenna, inoltre, dichiara ufficialmente l’impegno nella realizzazione di un testo indirizzato principalmente al pubblico delle scuole, dedicandone una parte alla medicina naturale ed omeopatica, nell’ottica di informare e mettere a disposizione gli strumenti adeguati per una scelta libera e consapevole. In un periodo di grande difficoltà economica, GUNA si propone come realtà industriale in controtendenza, distinguendosi per la sua politica occupazionale. A tale proposito l’intervento dell’onorevole Romano La Russa, che sottolinea come “in una fase di recessione, il mercato sia ancora in grado di premiare imprese guidate con lungimiranza e basate su un progetto solido, proponendo addirittura 165 nuove assunzioni che si aggiungono agli oltre 200 dipendenti già presenti in azienda. Dobbiamo fornire tutti gli strumenti legislativi per favorire l’omeopatia”. Allo stesso modo Mario De Gaspari ha evidenziato l’importanza di questi aspetti sottolineando anche il messaggio che GUNA lancia non solo al mercato, ma all’intera classe politica. Il presidente di Guna, Alessandro Pizzoccaro, sostenuto dalla moglie Adriana Carluccio, ricercatrice e oggi alla direzione dei laboratori di ricerca, ha concluso affermando: << se non avessi la certezza che la classe politica stia intervenendo sulle leggi che regolano il nostro mercato, non avrei continuato a investire in Italia. Basti pensare che negli Stati Uniti abbiamo già registrato 65 prodotti a marchio Guna.