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CATEGORIA
7a
tappa Carving Cup International 14 marzo 1999 L'austriaco
Ganhal è campione del mondo!
Quanta neve! Una delle località regine delle Dolomiti si presenta con un look stupendo. Questa è la San Martino di Castrozza che tutti conosciamo, non quella del 19 dicembre scorso, quando la poca neve non le rendeva giustizia. Il Comitato organizzatore ha fatto bene a rimandare la gara perché la pista Tognola in marzo si presenta come uno dei migliori stadi dello sci. Il muro inziale della Tognola è ripidissimo e la pista presenta due grandi onde e un salto finale che precede il traguardo. E' difficile individuare la giusta tattica. Roger Pramotton, come sempre, comanda nelle qualifiche, mentre Sovrana Welf è decisa a vincere almeno una volta rimanendo vicinissima al gran punteggio totalizzato da Laura Gianera, a suo agio quando il tracciato si fa difficile. La Tognola è sicuramente la pista tecnicamente più impegnativa del circuito, inoltre è stato possibile inserire 10 curve come a Pozza di Fassa, invece delle solite 8. Era stato richiesto dagli atleti provenienti dall'alto agonismo e Stefano Ben li ha accontentati per concludere in bellezza questo primo anno di sperimentazioni. Alle finali del tardo pomeriggio il sole si nasconde dietro alle Dolomiti e la neve diventa subito più dura rispetto a quella del mattino. I finalisti sono 11 anziché 10 perché Ceolari e Pramotton realizzano lo stesso identico punteggio. Roger non se ne era accorto e pensava di essere rimasto escluso dai top ten. Così mentre il giudice di partenza lo chiama al cancelletto, i suoi scarponi sono gà nel baule della macchina. Lorenzo Marchini, suo team manager lo scaraventa su una motoslitta e in pochi minuti eccolo in partenza. Poco prima Annick Bonzon aveva indovinato la strategia migliore beffando tutte le avversarie. E' il suo secondo successo di stagione. Laura Gianera si piazza al secondo posto davanti a Sovrana Welf mentre crolla la Timoteo che ad una gara dalla finale vede ridursi a 40 i punti di vantaggio su Laura. Lo stesso distacco che c'è tra Rossignol e Salomon nella speciale classifica dei team. A loro la sfida finale, mentre per il terzo posto si vivrà una bella sfida tra Head e Völkl divise solo da 4 punti. Mentre i team manager, calcolatrice alla mano, terminano di fare tutti i conteggi del caso, nella casetta di partenza tuonano gli sci degli undici finalisti. Pramotton parte col fiato in gola per la gran corsa e sceglie la strada meno rischiosa: 46 punti su 50 e 23"69, lo stesso tempo e lo stesso punteggio totalizzato dal gigante Davide Pedroncelli. Se Pedro avesse partecipato a tutte le gare (ne ha saltate due), probabilmente avrebbe lottato per un posto d'onore tra i top five. Sarà sesto assieme a Roger. Ceolari e Fissore godono già per essere entrati nella loro prima finale e si accontentano dell'undicesimo e decimo posto. Davanti a loro Stefano Bosio che forse sbaglia i calcoli di una tattica tenuta nascosta proprio per la finale. Rimane dietro anche al bravissimo Flaminio Tacconi Jr che con l'ottava posizione strappa il miglior risultato della sua vita da carver. Nessuno fino a quel momento riesce a precedere Giancarlo Bergamelli, poi arriva Massimiliano Iezza, autore di un tempo incredibile: 44 punti in 22"22, ovvero 67 centesimi più veloce di Gianca che ha al suo attivo un solo punto in più conquistato nelle boe. Poi tocca a Roberto Boselli. Vola il ragazzo di Sestola, uno dei più simpatici atleti del circuito. Sei centesimi più veloce di Bergamelli pur con un punto in più nelle boe. E chi lo ferma più. Non ce la fa Mantegazza che totalizza gli stessi punti ma con 31 centesimi di ritardo. Tutti sono già pronti ad assistere ad un'altra vittoria di Ganhal ma l'austriaco di Schruns cicca la finale piazzandosi al quinto posto. Boso sembra un bambino goloso davanti a un lecca lecca. Trenta persone lo portano in trionfo. Termina qui l'avventura italiana della Carving Cup International FIS dove tutti i finalisti hanno scelto traiettorie di curva differenti. E' l'esaltazione di una gara che può avere un grande futuro.
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