8° Asimotoshow 2009 sempre più ricco, dal 15 al 17 maggio a Varano
Per l’ottava volta, gli appassionati del motociclismo d’epoca di tutta Europa, si ritroveranno dal 15 al 17 maggio a Varano , per l’annuale appuntamento dell’Asimotoshow, che alla luce delle presenze già confermate di moto e campioni, si preannuncia veramente ricco di contenuti tecnici, spettacolari ed emozionali per i protagonisti che scenderanno in pista e per il pubblico che potrà liberamente accedere all’Autodromo nella tre giorni.
Asimotoshow è grande spettacolo, che nelle sfilate in pista trova la sua espressione dinamica
e nell’esposizione statica, svolge la sua funzione celebrativa e informativa per il pubblico, grazie alle varie iniziative che ogni Registro Storico, Club e Gruppo di collezionisti organizza nel Paddok.
L’evento sarà caratterizzato da diversi “live motiv”, incentrati sulla rievocazione d’importanti
anniversari e presenterà una serie di rassegne tematiche di grande interesse, con l’intento di ricordare la storia di marche scomparse e di celebrare quelle Case, che continuano a produrre.
Tra le ultime adesioni alla tre giorni di Varano: la Collezione Salsapariglia di Bagnolo in Piano, in Provincia di Reggio Emilia; si tratta della splendida raccolta di Nello Salsapariglia, un imprenditore locale, che in 40 anni ha raccolto una serie incredibile di moto, macchine, motori e manufatti.
Salsapariglia porterà a Varano la mitica moto Lombardini nella versione 350cc raffreddata ad aria, una delle quattro prodotte. I tratta di una moto che la storica azienda di Reggio Emilia, da sempre leader nel settore motoristico per agricoltura e industria, all’inizio degli anni ’70, decise di costruire per entrare nelle competizioni, realizzando una moto, completamente nuova e d’avanguardia.
Un gruppo di tecnici si pose al lavoro sulla “Moto Lombardini” il progetto è imponente e le difficoltà insite in esso, fanno si che il prototipo viene portato in pista solo nel febbraio del 1978.
Tre cilindri, due tempi, raffreddamento a liquido, telaio “Delta Box” in cromo molibdeno, con la possibilità di ospitare due motori di 350 cc con 76 cv e 500cc con 97 cv variando solo l’alesaggio.
Nella primavera del ’78, viene portata in pista a Misano, in sella Uncini e Torelli e fa segnare tempi brillanti, per una neonata.In gara viene affidata, sempre nello stesso anno, a Bursi a Imola, a Cecotto a Caracas, a Palomo in Austria, a Prati e Vacondio in Cecoslovacchia, senza grandi risultati. Molto veloce in partenza, è sempre nei primi posti per quattro quinti di gara, ma nel finale denota gravi cali di potenza.Con importanti investimenti, si va alla ricerca delle ragioni di questi problemi. All’inizio del ’79 a Misano, con in sella Lega, si notano importanti progressi, ma le mancanze non sono totalmente risolte. Con la crisi subentrata e nell’80, cessano i finanziamenti al progetto, quando forse si era vicini alla soluzione dei problemi. Di questa moto furono prodotti quattro telai e tre motori.La prima moto con telaio di studio, cilindrata 500cc, raffreddata a liquido, attualmente in fase di restauro, fa parte anch’essa della Collezione Salsapariglia.
Team San Luca di Bologna presenta una selezione di mezzi storici, tra cui due Moto Guzzi 500 Dondolino una appartenuta al campione SANTE GEMINIANI, completamente restaurata ed omologata ASI, che conserva il numero di gara 70 usato dal campione e una conservata appartenuta al campione mantovano GUIDO LEONI, che vinse la Milano Taranto nell' anno 1950, alla media di 102,33 km/h. che conserva il numero di gara 26.
Oltre alle Guzzi, la DKW 175 ArE compressore del 1926, appartenuta al campione bolognese JADER RUGGERI, splendidamente restaurata, una NSU 250 SPORTMAX competizione, appartenuta al campione neozelandese Rod Coleman e la GILERA SATURNO 500 competizione del 1947, totalmente restaurata, usata in parecchie gare dal pilota Ruggero Ruggeri.
Il C.M.A.E. Club Milanese Auto e Moto d’ Epoca ha pensato di celebrare il centenario del Futurismo (1909/2009) portando in pista 4 splendide motociclette, prodotte tra 1914 e il 1922 la Triumph Junior 225 - 225 cc del 1914, la FN 250 cc - 3HP - del 1922, una Indian Scout 600 cc del 1924 e una Puch 250 PE di 250 cc - del 1930 queste moto sintetizzano il panorama motociclistico che si presentava agli occhi sbalorditi ed entusiasti degli artisti futuristi, quali Marinetti, Boccioni, Balla e tanti altri. Le automobili e le motociclette dei primi decenni del '900 hanno introdotto una nuova visione del mondo,un mondo attratto dal mito della velocità della forza meccanica.
Fino all'800 il parametro di riferimento per la velocità era data dall'uomo a cavallo. Con il nuovo secolo tutto cambia, i motori danno all'uomo la possibilità affrancarsi da vincoli scomodi e dona una nuova liberà di movimento. Una nuova percezione del rapporto uomo/natura, un rapporto che oggi forse possiamo anche criticare, ma se caliamo la nostra analisi in quel periodo storico, possiamo certamente comprendere. La nuova tecnologia dell'uomo, lo strumento della velocità, permettendogli di superare i limiti naturali del corpo umano." ....... Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un ‘automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo, un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, il bello della Vittoria di Samotracia. ......... Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente....."Filippo Tommaso Martinetti (Manifesto del Futurismo, 1909). Chissà cosa avrebbe scritto se avesse visto correre Valentino.

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