La grande mostra internazionale occupa l’estate triestina con una sorta di analisi dello scambio simbiotico tra arte e moda, attraverso una rassegna internazionale, ideata e curata da Maria Campitelli, in cui artisti, fotografi, stilisti provenienti da 12 paesi diversi occupano più punti della città (Civico Museo Revoltella, Musei del Canal Grande, Planetario, Juliet, LipanjePuntin, Studio Tommaseo, Teatro Miela, Consolato Generale della Croazia, Istituto Statale d’Arte E.U. Nordio, Camera di Commercio, Consolato della Serbia-Montenegro). Alla Galleria Planetario sono esposte invece le opere delle artiste Enrica Borghi (Torino), Caroline Broadhead (Londra), Luisa Raffaelli (Torino) e Olga Tobreluts (San Pietroburgo, Russia). Qui la moda va oltre il valore dell’atto creativo, della fashion e del glamour, per proporsi piuttosto come sistema ormai consolidato di comunicazione artistica che, nel caso di Olga, diventa occasione di riformulazione degli ideali di bellezza classici: è una sorta di dichiarazione di supremazia della libertà di rappresentazione delle fattezze umane sul pudore, sull’abito. Contemporaneamente con le sue giustapposizioni, come il suo Elvis – Adamo o la sua Eva, mette in guardia lo spettatore dall’attraente capacità della moda di creare illusioni, quell’illusione delle qualità spirituali insita nell’arte classica.
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