Giulio Paolini
1.10.2003
La mostra, a cura di Germano Celant in collaborazione con l'artista, presenta una sessantina di opere, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, che documentano la produzione artistica di
Giulio Paolini (Genova, 1940) tra il 1960 e il 1972.

Giulio Paolini esordisce nel 1961 presentando al XII Premio Lissone , manifestazione importante in Italia negli anni Sessanta per conoscere l'attività delle avanguardie artistiche internazionali, Disegno geometrico. Con quest'opera, una piccola tela di 40x60 cm su cui è tracciata ad inchiostro la squadratura del foglio, Paolini sancisce la sua ricerca basata sull'analisi delle strutture fondamentali della visione e sull'individuazione dei metodi del fare artistico. Nel 1962 presenta Plakat Carton: una serie di lattine sporche di vernice appoggiate su una struttura di telaio e cartoni, una sorta di semplice catalogazione dei colori.
Nel 1963 l'indagine artistica di Paolini si orienta verso l'elemento spazio. Tale ricerca è ben evidente in Orizzontale, dove due piani paralleli dipinti in nero opaco leggermente separati, sono posti all'altezza dell'asse ottico, in modo tale che l'occhio riesca a percepire l'orizzonte di luce delimitato dai piani stessi.
Alla sua prima personale alla Galleria La Salita di Roma nel 1964, Paolini espone dei pannelli in legno bianco, alcuni appoggiati a terra, altri appesi alle pareti. In questo modo si determina una relazione tra due superfici piane e bidimensionali, portando così allo sconfinamento nello spazio. L'anno successivo realizza delle opere in cui per la prima volta appare la fotografica. La scelta dell'elemento fotografico serve per raggiungere la massima oggettività dei materiali. La fotografia consente a Paolini di rivolgere la sua ricerca anche verso il fattore temporale. Per tutti gli anni Sessanta l'Artista continua l'analisi del rapporto dialettico tra spazio e superficie e tra spazio e tempo.
Risale alla fine degli anni Sessanta l'uso della citazione da opere del passato, soprattutto di artisti quali Lotto, Poussin , Velazquez e Vermeer . In questo modo si instaura un sottile legame tra i lavori di Paolini e quelli dei maestri del passato in un continuo processo di identificazione, svincolato da ogni nesso storico e cronologico.
I lavori di Paolini della prima metà degli anni Settanta sono caratterizzati dal tema del doppio e della ripetizione ottenuto attraverso l'uso di calchi in gesso. Nello stesso periodo la tematica iterativa investe anche lo spazio fisico, che viene scomposto dall'Artista secondo diverse modalità in un gioco di ripetizione infinita.
Paolini riprende l'uso del colore in alcuni lavori dei primi anni Ottanta. Amore e Psiche (1981) rappresenta un'immagine femminile classica, che, volgendo le spalle allo spettatore, mostra un manto di stoffe policrome che si srotola sul pavimento. Ritorna così l'uso dei colori che aveva caratterizzato i lavori dei primi anni Sessanta.


Loredana Carena

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MILANO
Fondazione Prada
Via Fogazzaro 36

periodo:
29 ottobre - 18 dicembre 2003
orario:
da martedì a domenica
ore 10 - 20
chiuso lunedì

 

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