odun:
helga franza
michela lorenzi
beatrice pasquali
19.1.2004
"odun:"- un punto di vista anagrammatico sul corpo che smembra, analizza, sviscera l'interiore togliendogli ogni patina estetizzante.


Tre artiste della nuova generazione si cimentano con uno dei temi canonici dell'arte, il nudo, celebrato contemporaneamente con una grande mostra alla GAM di Bologna. Helga Franza, Michela Lorenzi e Beatrice Pasquali sono le protagoniste della mostra che si inaugura il 17 gennaio 2004 alle ore 18 alla Galleria Arte e Arte in Galleria Falcone e Borsellino.
Il nudo è ovviamente, in questo caso, un pretesto per narrare, attraverso la pittura, la scultura e il disegno, il rapporto con il corpo e con la forma, il dialogo dell'artista con se stesso e con il mondo che lo circonda. Le tre artiste presentate in questa occasione ­ tutte appartenenti alla generazione che va oggi maturando compiutamente il proprio linguaggio espressivo ­ si avvicinano al tema secondo modi e stili diversi, unite dalla comune volontà di comunicare attraverso la rappresentazione del corpo una visione del mondo e dell'arte fortemente individualizzate, quasi fosse, in tutti tre i casi, il corpo stesso a parlare, a esprimersi.
Helga Franza, siciliana, scardina spazi e racconti attraverso un segno corrosivo, fortemente divagante, teso a concentrare in pochi elementi una esasperata, eppure ironica, carica espressiva. Michela Lorenzi, modenese, inserisce il corpo in un campo decorativo più vasto, che copre l'intera superficie pittorica, in un continuo gioco di specchi tra il pittore e la modella, in realtà indissolubilmente legati, mentre nei disegni è ancora il racconto, a volte surreale, a volte crudele, a prendere il sopravvento. Beatrice Pasquali, veronese, affida alla scultura la parte più cospicua della propria opera, in cui il corpo, o meglio i suoi frammenti, rappresentano il tramite per una riflessione sulla storia, sulla propria storia creativa e su quella dell'arte, dando vita a un mondo di forme e significati stratificato e complesso, pur nella sua essenzialità formale.
Il corpo, il nudo, dunque, come misure della rappresentazione e della propria esperienza del mondo, un dialogo con la realtà a partire dalla percezione di se stessi, nella continuità con una tradizione che ha innervato la cultura artistica del Novecento e che ha trovato negli ultimi decenni interpreti di primo piano proprio in artiste come Ana Mendieta, Marlene Dumas o Kiki Smith, per citare tre casi ormai classici della contemporaneità.
La mostra è a cura di Walter Guadagnini e Federica La Rosa.

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BOLOGNA
Galleria Arte e Arte
Gall. Falcone-Borsellino 1/c

periodo:
17 gennaio ­ 28 febbraio 2004
orario:
Martedì, Mercoledì, Venerdì:
15,30 /19,30
Sabato:
10.30/12.30- 16.00/ 20.00

 

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