
APPUNTI DI VIAGGIO NELLA MEMORIA
La prostituzione era diffusissima, le malattie veneree una delle principali cause di mortalita'.
Come stupirsi quindi se Vivaldi, prete che celebro' un'unica messa, si accompagnava ad un'amante, forse a due. Era nei teatri che la vita artistica e musicale toccava i vertici per qualita', livello del pubblico, assoluta
notorieta'. Dira' Rousseau, e non si puo' dargli torto, che era impossibile sentire cantare come a Venezia. San Samuele, San Giovanni Crisostomo, San Cassiano, S. Angelo, San Moise', questi i nomi dei piu' famosi teatri della citta' dei Dogi. Generalmente la stagione operistica veneziana piu' celebrata, se ne avevano echi in tutta Europa, coincideva con il Carnevale, veniva inaugurata il 26 di dicembre per concludersi con il Martedi' Grasso.
Vivaldi sara' particolarmente legato aI Teatro S. Angelo dove debutto' neI 1714 con l'"Orlando finto pazzo", la sua prima opera veneziana, e solo raramente collaboro' con i rivali di san Samuele e di san Moise'.
Ma la vita musicale della citta' non era certamente limitata ai teatri d'opera. Si tenevano concerti nei palazzi e nelle chiese, non vi era serata in citta' che non fosse animata dalle note di nuove composizioni. La splendida Basilica di San Marco ospitava nella cappella privata del Doge la "Schola Cantorum", massima istituzione musicale veneziana che vantava strumentisti di prima grandezza come i due Gabrieli e Claudio Monteverdi. A questo proposito, e' bene ricordare che il governo della Repubblica
era rigorosamente laico e che la Basilica di san Marco divenne Cattedrale di Venezia solamente alla caduta di questo sistema politico. Una situazione che incentivo' il mecenatismo di stato, attivo a Venezia sin dall'eta' medioevale. Ma forse, a cavallo tra Seicento e Settecento, la piu' tipica istituzione musicale della citta' era rappresentata dal proliferare dei "conservatori" e de gli "ospedali", asili per ragazze abbandonate, o ridotte in miseria, che costituivano dei formidabili serbatoi di talenti. La loro fama crebbe a tal punto che alcune nobili famiglie fecero compiere alle figlie, in questo caso a pagamento, gli studi musicali presso questi
istituti. DaI 1703 aI 1740 Antonio Vivaldi svolse la sua attivita', piu' o meno continuativamente, presso l'istituto della Pieta' dove assunse gli incarichi di insegnante, compositore, titolare e maestro. Era in conservatori come questi che si poteva ascoltare la migliore musica veneziana dell'epoca; da San Lazzaro dei Mendicanti all'Ospedale degli Incurabili all'Ospedaletto dei S.S. Giovanni e Paolo. Il De Brosses, colto
viaggiatore francese, ricorda come gli appassionati si spostassero da un istituto all'altro per non perdersi le accademie, ossia i concerti, delle putte piu' dotate. In questi pellegrinaggi non venivano trascurati neanche i
conventi, perche' tra le virtuose piu' brillanti erano anche diverse religiose. Anche questa era la Venezia di Vivaldi, una citta' ribalda, colta e disinibita, ma anche devota, dove i sacerdoti componevano e
dirigevano le partiture e stuoli di giovinette ne erano esecutrici di vaglia.
| HOME PAGE |
PERCORSI|