Gobanga' da Bali, guarda, 1999, acquarello su carta, cm 48 x 36



Wawan va in alto…, Bali 1999, acquarello su carta, cm 48 x 36



"Filippino al pino", marittimo, Roma 1998, acquarello su carta, cm 48 x 36


Luigi Ontani.
Opere appena nate




Firenze
Sede mostra:
Galleria Poggiali e Forconi,
via della Scala 35 a
Durata:
fino al 30 marzo 2001
Orario: 9.30-13 / 15-19.30
chiuso la domenica
Ingresso: libero



Dopo ventotto anni, Luigi Ontani ritorna a Firenze con una personale dal titolo "Ontani, opere appena nate". La mostra raccoglie 21 acquerelli di varie dimensioni, 8 fotografie ritoccate a mano ed è impreziosita da un'imponente ceramica policroma "ErmEstetica MedEdenedicea" (realizzata dalla Bottega Gatti di Faenza) e da un mascherone legno di pule dipinto con colori naturali e con denti di madreperla, "San SeBestiAno's son", realizzato a Bali (Indonesia). L'artista mescola con sorprendente fantasia strutture e linguaggi diversi, restituendoli carichi di una simbologia sempre suscettibile di nuove interpretazioni. Attraverso quella sua originale capacità di unire passato, presente e futuro, in un gioco continuamente incrociato fra mito e favola, fra cultura orientale e occidentale, tra sacro e profano, tra immagini e parola Ontani cambia il mondo con ironia allargando gli orizzonti rispetto agli stretti obblighi che rispondono alle convenzioni su ciò che è necessario o no.

"Egli è l'antesignano del transgender oggi tanto di moda, scrive Aldo Busi nella prefazione al Catalogo, ma nel suo caso non nell'accezione di andata e ritorno dal maschile al femminile ma in quello di andata senza ritorno verso l'acquisizione di un'identità multipla e allo stesso tempo elementare, panica, per non dire vedica e, che lo si voglia o no, molto beat generation, molto romana de' California".


"Ma ciò che in Ontani intenerisce, aggiunge Busi, è che in lui il travestimento non ha doppi fini, ma tripli: non si traveste da indiano di casta (…) per sedurre, ma per tenere le distanze. Cioè per sedurre tre volte subliminalmente: due volte gli altri, una volta se stesso".

"Egli, prima ancora di essere l'impressione che ne risulta, è l'autoscatto".