Ricardo Brey
"Senza titolo"
tecnica mista, 2001



Jan Fabre
" Krijger Rozenkrans "
legno, ferro, insetti, 1997

 


Alighiero Boetti
"La Primavera dell'anno"
arazzo intelaiato, 1990
.

 


Michele Bazzana
"Succeda quel che succeda"
tecnica mista, 2001

 

LA NATURA, L'ARTE,
LA MERAVIGLIA.


Verona
Museo di
Storia Naturale
Lungadige di
Porta Vittoria 9
durata mostra:
24 maggio- 25 agosto
orario :
da lunedi-giovedi'
e sabato
9.00-12.00
domenica
14.00-19.00
Ingresso :
L. 4000
ridotto L:2000

informazioni
tel.041.5207797
fax 041.5208879




"La natura, l'arte, la meraviglia" -questo e' il titolo della mostra- e' un autentico evento, poiche' per la prima volta in Italia dei musei di storia naturale accettano di mettere in gioco cosi' esplicitamente la propria storia e la propria identita', confrontandosi con un linguaggio all'apparenza cosi' diverso come quello utilizzato dagli artisti di oggi.
L'intento e' quello di ricreare lo spirito delle antiche Wunderkammer,
le camere delle meraviglie, dove trovavano luogo tutti i "Tesori" della natura e dell'arte, in una interazione diretta.
Venti artisti contemporanei di livello internazionale si confrontano con delfini, aironi, orsi, volpi e con le decine di migliaia di "abitanti" del Museo di Storia Naturale di Verona :
non in una banale sovrapposizione di generi ma in un dialogo tra gli elementi naturali e le opere che gli artisti invitati hanno realizzato ispirandosi a quanto il museo stesso conserva e propone. All'interno del Museo, la natura diviene storia della natura. Racconto, dunque, di come la natura si sia evoluta: racconto che non si chiude, infinito, poiche' la stessa storia si modifica , e insieme ad essa si modificano i modi di rappresentazione del racconto. All'interno del Museo, l'arte diviene storia dell'arte. racconto, ancora, di una evoluzione, ma ancor piu' racconto dell'impossibilita' di arrestare il flusso di una vicenda che appartiene in primis all'artista. Dall'incrocio di queste due forme narrative nasce la mostra odierna, dal tentativo di modificare dall'interno i singoli racconti, in quanto natura ed arte non nascono nel Museo ma qui trovano il proprio palcoscenico.
Nature morte sono tutti gli animali presenti all'interno del Museo. Natura morta e' la grande zampa di elefante di Ricardo Brey, natura morta sono le installazioni di Maurizio Pellegrin e Luca Caccioni, in cui s'avverte la chiara necessita' degli artisti di resuscitare , attraverso l'opera, la potenza naturale dell'animale,di far vivere sotto nuova forma tutto cio' che al mondo animale viene attribuito dall'uomo e dalla scienza.
I "reperti" futuri di Jakober impongono una riflessione su cio' che e' e su cio' che appare, sulla scelta stessa di catalogare, inventariare,
esporre, quindi sulla natura stessa de
Museo e sulla sua presunzione di verita'. In Fauna di Joan Fontcuberta
tutto e' credibile, tutto appartiene alla storia della storia naturale, eppure , tutto e' falso, ricostruito tutto sta ad indicare come non esista una verita', tutto appartenga a modelli di comunicazione prima ancora che a modelli di realta'.