BARTOLOMEO
PASSEROTTI.
Bologna
Fondantico
Galleria Cavour 2/a
durata mostra :
fino al 27 gennaio 2002
|
TAVOLA
DI BARTOLOMEO PASSEROTTI .
Rispettando
il proprio appuntamento annuale, la Galleria d'Arte Fondantico a Bologna
giunge quest'anno alla nona esposizione consecutiva, proponendo come di
consueto un'ampia scelta di dipinti di grande qualità.
Prevalente la presenza di artisti emiliani, seppure non esclusiva a differenza
delle mostre trascorse, secondo una scelta che implica un impegnativo
ampliamento ad altre 'scuole pittoriche'.
Fra i dipinti più antichi si segnalano il Cristo portacroce, un
capolavoro del modenese Francesco Bianchi Ferrari, descritto con drammatica
acribia, e una significativa presenza di opere di artisti ferraresi, Niccolò
Pisano, Benvenuto Tisi da Garofalo e il Maestro dei Dodici Apostoli, che
bene documentano la varietà di soluzioni pittoriche adottate nel
primo Cinquecento estense.
Fra gli artisti di maggiore rilievo si ricorda in particolare, assieme
a Bartolomeo Passerotti, Giacomo Cavedoni e Pier Francesco Cittadini,
il bolognese Francesco Albani, la cui sensibilità classicista si
rivela appieno nella tavoletta con La Madonna col Bambino, di smaltata
e squisita fattura.
Accanto a questi capiscuola figurano anche artisti meno noti, rappresentati
al meglio delle loro opere: è il caso del marchigiano Francesco
Mancini, del quale si presenta la grande tela, elegante e luminosa, con
La nascita della Vergine, proveniente da una chiesa di Forlì e
nota finora soltanto attraverso copie.
Gli orientamenti tematici si allargano poi fino a comprendere in maniera
maggiore rispetto alle edizioni passate la produzione di 'genere', dalla
natura morta alla scena di mercato alla pittura di paesaggio, e riflettono
l'interesse che gli studi scientifici più aggiornati stanno dedicando
a questi soggetti. La rosa degli artisti che si produssero in queste specializzazioni
è particolarmente vasta e include presenze significative: Giovanni
Maria Tamburini, pittore ricordato nelle fonti e col quale si identifica
l'autore della scena di mercato e della popolosa tela con le Opere di
misericordia; la milanese Margherita Caffi, autrice di raffinate composizioni
floreali; il bresciano Giuseppe Zola, elegante paesaggista a lungo attivo
a Ferrara; il misterioso anonimo noto convenzionalmente come Pseudo-Resani,
a cui spetta una imponente natura morta in cui i pochi oggetti della cucina
sono disposti con sobrio rigore 'illuminista'.
|

|