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GRAZIA
TODERI
"AUDIENCE"
Milano
Galleria
Gio' Marconi
via Tadini 15
durata mostra
fino al 31/01/02
info :
tel. 0229404373
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GRAZIA
TODERI: "AUDIENCE".
Si
svolge a Milano una personale dell'artista Grazia Toderi dal titolo "Audience"
in cui svengono presentati i suoi lavori recenti.
Grazia Toderi sceglie il video perché questo mezzo le permette
di lavorare con la pura energia della luce, e ne fa da sempre un uso particolare,
estremamente originale e innovativo. L'artista utilizza la telecamera
fissa per un tempo prolungato e dilatato collocando l'immagine in una
dimensione di sospensione e mettendo in evidenza le relazioni geometriche,
le leggi fisiche che le sono sottese.
Fin dall'inizio Grazia Toderi dedica un'attenzione quasi ipnotica a microcosmi
come i domestici spazi sigillati entro i quali si verificano eventi prodotti
da leggi gravitazionali o centrifughe (una lavatrice in Soap, 1993; un
bicchiere in C'era in lei qualcosa della fata; il vetro di una finestra
in Caldo, 1995). L'artista passa a esplorare i paesaggi dell'astronomia,
mentre a questo ampliamento della visione corrisponde la dilatazione di
un io che si traduce immediatamente in noi. Grazia Toderi infatti lavora
da tempo sull'immaginario collettivo, a partire da video come Prove per
la Luna e Nata nel '63 (1996). In questa coincidenza del piano personale
dell'autobiografia con quello pubblico della storia un modello importante
è costituito dal cinema, il grande sogno collettivo a occhi aperti
cui infatti sono dedicati lavori come Le orbite del principe Otto (1998),
Ragazzi caduti dal cielo (1999), Il fiore delle 1001 notte (1998). I microcosmi
si fanno sempre più pubblici, diventano edifici collettivi come
lo stadio (Il Decollo, 1998, San Siro, 2000, Olympia, 2000) e la sua matrice
formale, antenata di quel tempio dello sport (Arena, 2000). Tra lo stadio
e l'arena un altro grande edificio collettivo costituisce l'anello mancante
di quella catena di situazioni corali a cui Grazia Toderi dedica la sua
attenzione: si tratta della tipologia architettonica del teatro. E ancora
importante diviene l'elemento acustico, il sonoro di questi luoghi di
naturale aggregazione: il tifo nel Decollo, l'applauso in Arena e infine
il mormorio delle persone in attesa in Eclissi (1999). Rumori anch'essi
corali, a emanazione collettiva, che spontaneamente si innescano e difficile
sarebbe attribuire individualmente. Lo stesso rumore di sottofondo torna
in un'altra immagine di teatro nel video Audience: ecco pronunciata una
parola-chiave. Lo sguardo dall'alto appare ormai irreversibile e viene
applicato anche nei lavori sulla morfologia delle città.
Nel recentissimo Random (2001), girato al Teatro Massimo di Palermo, ripropone
l'anello del teatro abitato da una folla di spettatori biancovestiti muniti
di una macchina fotografica che emette flash luminosi. Vera protagonista
è la luce, mentre si assiste ad un'improvvisa accensione di stelle:
ogni palco è una costellazione e ogni flash è una delle
stelle che ne compone il disegno.
World series o Subway series per le due linee di metro che passano accanto
ai due stadi di New York (Yankee Stadium e Shea Stadium)sono video che
presentano per ambedue gli stadi una visione dall'alto e una frontale
poste una sopra all'altra.Ancora una volta emerge una struttura geometrica
che combina triangolo e cerchio e che, vista in prospettiva, si configura
come un diamante. Silenzio e rumore del tifo si alternano in questo lavoro
che corona tutta la ricerca dell'artista sugli spazi dello spettacolo,
stadi o teatri, e tiene aperto il discorso già avviato sul rapporto
tra cultura, società e gioco.
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