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Profumi di antica memoria nell'aia dei Colonos…


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Trieste 01 marzo 2002

Dieci anni di passioni, di ricordi, di storie: è uno spirito estremamente dolce e vitale quello che anima l'Associazione Culturale Colonos, una missione che dal passato trae energie e riflessioni sul presente, speranze e programmi per il futuro. "In file" è l'occasione per scambiare opinioni e conoscenze, per lasciare che la memoria riaffiori senza paure. È un progetto informale, che trova definizione nel suo stesso evolversi, dove cultura, complicità e creatività si fondono in un continuum narrativo che, di volta in volta, rivela le sue capacità e necessità espressive.
Così è nato "Avostanis": in un agosto in cui tanti erano andati a godersi le sospirate vacanze, ma alcuni erano rimasti. E, per tutti coloro che non sapevano come passare le calde serate estive, è cominciata questa bella storia. Ma quel teatro incerto nel cortile dell'agriturismo oggi è diventato uno spettacolo in lingua friulana, riconosciuto e apprezzato. Le iniziative culturali dialettali si sono decisamente moltiplicate, riscuotono numerosi consensi e hanno finalmente varcato i confini regionali.
"In file", che anima la stagione invernale dell'Associazione, non è mera rievocazione nostalgica, ma fiero recupero di una cultura contadina da rispettare. Lo studio di un "trittico", attorno al quale sviluppare le tematiche fondamentali della vita rurale, è simbolo di una volontà vivificatrice di riscoprire origini e sapori antichi e attuali al contempo, attraverso gli strumenti comunicativi che la nostra realtà mette a disposizione. La terra, la tiere, è il tema che guida gli eventi di quest'anno, in una raccolta di esperienze e testimonianze di un legame essenziale con l'elemento primario della vita di una comunità. Seguiranno l'acqua e il fuoco.
"Colonos" si avvale dei contributi di esperti, storici, docenti universitari, scrittori; fa della musica popolare la sua colonna sonora, accogliendo ritmi e melodie delle nazioni più diverse (sudamericane, francesi, africane, balcaniche…); ospita laboratori per scoprire e riscoprire le diverse identità popolari; trova nell'arte la magica espressione dei propri intenti e dei propri stimoli.
Tra i prossimi appuntamenti, il 1° marzo con la musica friulana della Sedon Salvadie; il 3 marzo con l'esposizione dei forni e degli oggetti in ceramica venuti alla luce con gli scavi archeologici del villaggio neolitico di Sammardenchia (a Pozzuolo del Friuli); l'invito cordiale, infine, per il 17 marzo alla serata conclusiva di "In File" a Liaries.

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