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Cultura: Vicepresidente Guerra a Fondazione Canussio
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Obiettivo
principale della Fondazione Niccolò Canussio di Cividale è
quello di promuovere e sostenere iniziative di studio e ricerca per la
divulgazione nazionale e internazionale della latinità espressasi
in Friuli-Venezia Giulia tramite la storia, la lingua, la cultura, l'arte
e la consuetudine quotidiana delle sue genti, in quanto elementi significativi
nell'evoluzione delle popolazioni di quest'area geografica e di quelle
limitrofe. Ma certamente può diventare anche uno centro propulsivo
per la promozione della cultura e delle altre valenze del territorio regionale
su scenari anche internazionali dentro quell'orizzonte nel quale si innesta
anche l'obiettivo di istituire a Cividale la facoltà di restauro
architettonico e tutela del paesaggio.
Una potenzialità, questa, pienamente riconosciuta dalla vicepresidente
della giunta regionale Alessandra Guerra, che, assieme al sindaco di Cividale
Attilio Vuga, ha visitato Castello Canussio, sede dell'istituzione, incontrandosi
con la presidente Carla Canussio e i figli Corrado, vicepresidente, e
Alessandro.
Un'occasione per ammirare i risultati dei lavori di scavo archeologico
stratigrafico e di uno scenografico recupero storico-architettonico voluti
e finanziati da Vittorio Canussio, discendente della famiglia friulana
che qui aveva abitato dall'epoca patriarcale all''800, ma anche per approfondire
progetti e programmi della fondazione che al suo attivo ha già
tre convegni internazionali di studi classici, mentre il quarto è
in calendario per settembre (tema: Moneta Mercanti Banchieri - i precedenti
greci e romani dell'Euro), cui si aggiunge la continua implementazione
della biblioteca virtuale di Studi Cesariani e l'attività seminariale.
Vittorio Canussio aveva riacquistato l'edificio di famiglia negli anni
Novanta, dopo che durante il XX secolo era stato adibito a diversi usi
pubblici, e la campagna di scavi e di recupero, oggi continuata dalla
moglie Carla, fu condotta nella convinzione che il complesso sorgesse
sulla cerchia perimetrale di Forum Iulii.
E oggi, infatti, sono visibili un tratto di muro perimetrale risalente
al II secolo dopo Cristo e due fortificazioni a torre pentagonale (una
in giardino e una all'interno), oltre a una enorme quantità di
reperti datati dall'epoca romana a quella rinascimentale.
Ambiente dunque prestigioso per l'attività della fondazione il
cui lavoro d'interscambio culturale attraverso diversi atenei anche stranieri
porta, per Alessandra Guerra, elevato valore aggiunto al territorio inserendosi
sulla traccia di valorizzazione, che la Regione persegue, d'un plurilinguismo
locale di antiche radici.
Percorsi di sostegno, secondo la vicepresidente, possono essere individuati
con il concorso dei consorzi universitari e all'interno di interventi
comunitari, come Interreg, riferiti ad una valenza transnazionale.
Il latino ha fatto da base alle lingue parlate in questa regione e in
quelle limitrofe e alle culture sviluppatesi nei secoli, ha insistito
la Guerra, sostenendo l'importanza di sviluppare ulteriormente gli studi
non solo su Aquileia celtica prima e romana poi, ma anche approfondendo
il ruolo della stessa Cividale durante le invasioni barbariche e scandagliando
il periodo alto medievale in cui l'Europa affonda le sue radici, per esportare,
anche attraverso la latinità, cultura e immagine.
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