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Burlo Garofolo di Trieste,
Gaslini di Genova, Meyer di Firenze e Bambino Gesù di Roma
insieme per i diritti del bambino in ospedale
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Il giorno
10 dicembre alla Stazione Marittima di Trieste si è svolto un Convegno
Nazionale per presentare ufficialmente la "Carta dei diritti del
bambino in ospedale" e il progetto di ricerca del Ministero della
Salute di cui il Burlo Garofolo di Trieste è il Responsabile scientifico.
La
carta potrebbe essere definita come un patto di alleanza fra bambino-cittadino
e pubblica amministrazione nel segno della garanzia di principi universali
e fondamentali quali eguaglianza, imparzialità, continuità,
diritto di scelta, partecipazione, efficienza ed efficacia. Un patto fra
bimbo-paziente e la struttura ospedaliera con cui, per esempio, si riconosce
il diritto del bambino ad essere chiamato per nome, ad avere vicino le
persone cui vuole bene, a partecipare alle decisioni sulla sua salute.
I contenuti
della Carta sono quelli originali del documento del Burlo Garofolo, per
il quale la stessa è stata - come spiega la dott.ssa Patrizia Visconti
della direzione sanitaria, IRCCS Burlo Garofolo - la fisiologica evoluzione
ed espressione di un percorso culturale iniziato più di vent'anni
fa. Già negli anni settanta infatti al Burlo Garofolo Panizon e
Nordio rendevano concreto un modello di assistenza pediatrica "umanizzata"
-porte aperte ai genitori, forme assistenziali alternative al ricovero
tradizionale, quali il day-hospital e il ricovero breve- che avrebbe fatto
scuola nella pediatria italiana come logica assistenziale centrata sulla
persona e il suo contesto affettivo, sociale, e culturale.
La Carta dei diritti dei Bambini in Ospedale, redatta anche a misura di
bimbo, con una bella edizione grafica curata dalla Regione Friuli Venezia
Giulia, è articolata in 14 punti in cui viene sottolineato un concetto
di salute globale secondo cui la salute inizia fin dal grembo materno
rendendo così ciascun bambino titolare e protagonista di un individuale
progetto di salute ancor prima della nascita.
La Carta, impegno pratico di tutti gli operatori e non una mera dichiarazione
d'intenti, si rifà ai principi della Convenzione Internazionale
sui diritti dell'Infanzia del 1989.
Al progetto, aderisce anche "Save the Children", il più
grande movimento per la difesa e la protezione dei diritti dei bambini
e delle loro famiglie operante da più di 80 anni in un centinaio
di paesi del mondo. "Save the Children" ha curato la traduzione
della Carta multilingue.
La
dott.ssa Visconti ha evidenziato come "Un progetto di ricerca finalizzata
ha permesso la realizzazione di questa Carta, grazie anche ad una collaborazione
bellissima, accresciutasi nel corso dei mesi, fra gli ospedali aderenti.
Oggi presentiamo il primo obiettivo, la Carta condivisa da quattro, fra
i maggiori ospedali pediatrici italiani", la carta infatti è
stata condivisa e assunta dall'IRCCS "Giannina Gaslini" di Genova,
l'Azienda Ospedaliera "Meyer" di Firenze e l'IRCCS "Bambino
Gesù" di Roma e rappresenta il primo passo del progetto Ministeriale
che sta impegnando i quattro ospedali coinvolti nella ricerca a monitorarsi
a vicenda sull'effettiva osservanza dei principi esplicitati nel documento
al fine di estenderli a tutte le realtà ospedaliere pediatriche
presenti sul territorio nazionale.
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