|
|
|
In attesa
del prossimo appuntamento con "Biocasa 2002", previsto in primavera
a Trieste, la Regione Friuli-Venezia Giulia delibera la formazione di
un gruppo di lavoro per arrivare alla definizione degli standard qualitativi
in materia di bioedilizia e alla predisposizione di strumenti normativi
tecnici e contributivi. Un altro segnale dell'attenzione, in queste terre,
alla qualità della vita e ai rapporti tra uomo e natura. Sulla
strada della "bioedilizia" il Friuli-Venezia Giulia è
stato preceduto dall'Emilia Romagna, che favorisce l'edilizia ecosostenibile
mediante sconti sugli oneri di urbanizzazione, e da buona parte dei paesi
europei con in testa la Germania, dove la richiesta di alloggi costruiti
con tecniche bioedili risulta doppia rispetto agli altri per la minore
manutenzione, a fronte di un costo iniziale più alto del 10 per
cento circa. Al gruppo di lavoro parteciperanno i direttori dei servizi
regionali competenti, rappresentanti degli ordini degli architetti e degli
ingegneri, del collegio costruttori, dell'università, dell'Area
di ricerca Science Park e della Fiera di Trieste. "Da qui - spiega
l'assessore all'Edilizia e alla Pianificazione territoriale, Federica
Seganti (nella foto) - dovranno emergere gli indirizzi che verranno portati
nel gruppo di lavoro interregionale costituito a Roma presso l'Istituto
per la trasparenza, l'aggiornamento e la certificazione degli appalti
(Itaca), di cui la Regione Friuli-Venezia Giulia potrebbe essere coordinatore
nazionale''. La decisione dell'ente regionale è stata preceduta
da una ricerca nella quale si dimostrava che le scelte fatte tenendo conto
delle regole della bioedilizia implicano una maggior partecipazione della
collettività alle decisioni sulla gestione del territorio, consentendo
il contenimento dell'utilizzo di risorse non rinnovabili, l'adozione di
tecniche di costruzione finalizzate ad una migliore qualità della
vita, l'uso di materiali non nocivi nelle diverse fasi di produzione,
uso e dismissione, la definizione di ipotesi di pianificazione urbana
che tengano conto di valori ecologici di solito non contemplati. L'iniziativa
sembra avere un futuro concreto, se è vero che, durante l'ultimo
Convegno sull' edilizia mediterranea che si e' svolto nel capoluogo regionale
la scorsa primavera, è emersa la proposta di un Polo internazionale
per la bioedilizia da realizzare a Trieste. E proprio a Trieste, dal 19
al 21 aprile 2002, si terrà "Biocasa - 3° Expo della bioedilizia,
ambiente, energie rinnovabili", un appuntamento che sta già
suscitando attesa in tutta la regione.
|