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La Commissione europea approva le reti regionali tematiche


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Trieste 04 dicembre 2001

Commercio elettronico, servizi sanitari e pratiche amministrative più semplici in tutto il Friuli-Venezia Giulia grazie ai finanziamenti comunitari. La Commissione europea ha infatti approvato e ammesso al contributo il Programma regionale di "Azioni innovative", presentato nella scorsa primavera dalla Regione per la costituzione di reti regionali tematiche di informazione e comunicazione. Il costo e' di 6 milioni di euro (11 miliardi e 617 milioni di lire) finanziato al 50 per cento da fondi comunitari, al 35 per cento dallo Stato e al 15 per cento dalla Regione. Diversi e ampi i settori di intervento, che vanno da quello amministrativo-istituzionale a quello produttivo, passando per gli ambiti sociale e sanitario, con particolare attenzione alle aree in situazioni di svantaggio e perifericita'. I punti focali del programma ''Azioni innovative'' sono il business elettronico, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, i servizi assistenziali e la sperimentazione di nuovi modi di gestire i servizi sanitari nelle zone periferiche piu' deboli. In base a queste finalita', il programma sara' coordinato dalla Direzione Affari Europei di concerto con il servizio autonomo per lo sviluppo della montagna e l'Agenzia regionale della Sanita'. La vicepresidente della Regione, Alessandra Guerra (nella foto), ha ricordato che ''si tratta del piu' importante bando comunitario sino ad ora direttamente conquistato dall'amministrazione regionale''. ''Oltre cinque milioni di euro - ha detto - affluiranno in Regione da Bruxelles e da Roma per promuovere innovazione nella nostra regione, ma va sottolineato il fatto che l'amministrazione regionale, con le sue strutture, si e' dimostrata in grado di affrontare la sfida del reperimento a bando di risorse comunitarie. Questa sfida e' destinata a caratterizzare sempre piu' il rapporto finanziario tra il Friuli Venezia Giulia e la nuova Europa, quando, con l'allargamento dell'Unione, saranno ridotte le risorse comunitarie a favore delle aree con piu' elevati livelli di benessere''.

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