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Kawashima
e il guizzo del tempo


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Trieste 04 dicembre 2001

Esperimenti scientifici e studi tecnologici che producono opere d'arte.
Si potrebbe sintetizzare così il lavoro di Keiji Kawashima, l'artista giapponese che vive e opera a Monaco di Baviera, e che espone - fino al 31 gennaio - le sue "installazioni" alla galleria LipanjePuntin di Trieste. Centinaia di metri di catene mosse da meccanismi silenziosi che segnano lo scorrere del tempo, con un senso ben descritto dalle parole stesse dell'artista, da sempre affascinato dai concetti di spazio e tempo: <Raccogliendo e ricostruendo movimenti fisici a noi familiari e
fenomeni naturali di cui abbiamo esperienza quotidiana ci vengono rivelate delle situazioni sconosciute.Presentare questo genere di cose
in un contesto che non ci è familiare ci consente di valutare, riaffermare, riconsiderare sistemi e fenomeni comuni che si manifestano quotidianamente> spiega Kawashima, raccontando così ciò che si può
vedere visitando The Flicker of Time (Das Fläckern der Zeit).

Nato a Fukushima nel 1963, l'artista si è laureato in fisica nel 1985, ha studiato scultura con Iwane Mizusima dal 1984 al 1990 e si è poi trasferito a Monaco per frequentare l'Akademie der Bildenden Künste.

E proprio il travaso di cultura tra i due mondi deve avere dato vita a quella che è stata definita la sua "poesia meccanica", un equilibrio tra filosofia occidentale e orientale.

L'orario della galleria, in via Diaz 4 a pochi metri dalle Rive, va dalle 11.00 alle 19.30 di ogni giorno esclusi i lunedì e i festivi, ma
l'esposizione si può visitare anche su appuntamento telefonando allo 040308099.

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