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Kawashima
e il guizzo del tempo
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Esperimenti
scientifici e studi tecnologici che producono opere d'arte.
Si potrebbe sintetizzare così il lavoro di Keiji Kawashima, l'artista
giapponese che vive e opera a Monaco di Baviera, e che espone - fino al
31 gennaio - le sue "installazioni" alla galleria LipanjePuntin
di Trieste. Centinaia di metri di catene mosse da meccanismi silenziosi
che segnano lo scorrere del tempo, con un senso ben descritto dalle parole
stesse dell'artista, da sempre affascinato dai concetti di spazio e tempo:
<Raccogliendo e ricostruendo movimenti fisici a noi familiari e
fenomeni naturali di cui abbiamo esperienza quotidiana ci vengono rivelate
delle situazioni sconosciute.Presentare questo genere di cose
in un contesto che non ci è familiare ci consente di valutare,
riaffermare, riconsiderare sistemi e fenomeni comuni che si manifestano
quotidianamente> spiega Kawashima, raccontando così ciò
che si può
vedere visitando The Flicker of Time (Das Fläckern der Zeit).
Nato a Fukushima nel 1963, l'artista si è laureato in fisica nel
1985, ha studiato scultura con Iwane Mizusima dal 1984 al 1990 e si è
poi trasferito a Monaco per frequentare l'Akademie der Bildenden Künste.
E proprio
il travaso di cultura tra i due mondi deve avere dato vita a quella che
è stata definita la sua "poesia meccanica", un equilibrio
tra filosofia occidentale e orientale.
L'orario della galleria, in via Diaz 4 a pochi metri dalle Rive, va dalle
11.00 alle 19.30 di ogni giorno esclusi i lunedì e i festivi, ma
l'esposizione si può visitare anche su appuntamento telefonando
allo 040308099.
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