redazione@portfoliofvg.com
 

Il Caos e la Complessità


..


 

 

 

 

 

 

related links

 
Trieste 11 gennaio 2002

L'associazione culturale la Roggia presenta a Pordenone "IL CAOS E LA COMPLESSITÀ",
mostra dedicata a Michel Depin. L'artista parigino, nato nel '40, lavora come ingegnere e studia pittura alla Maison de la Culture de Nevilly, all' Atelier Beaux Arts de la Ville de Paris, alla Scuola di Grafica di Venezia, percorso che lo porta, nel 1995, a dedicare definitivamente tutto il suo tempo alla pittura. La sua opera è esaurientemente descritta da Aline Bertoni:
Partire dal nulla. Tagliare, strappare, incollare, scollare, tendere, grattare.
Senza limite, costruire poi decostruire, in un'alternanza dinamica, in un procedimento che si ferma solo quando, subitaneo, si discerne il punto di equilibrio.
Quello che l'occhio percepisce è una celebrazione luminosa del colore.
Tanto generosamente dispensate, le tinte di affermano senza violenza.
Esplodono senza urtare.
Si rispondono per accordarsi meglio. Il velluto del pastello, la densità oleosa del guazzo, la delicatezza diafana dell'acquerello conferiscono vibrazioni dolci ed intense.
Forma e materia offrono contrasti delicati in una varietà sottilmente elaborata.
Contrasti senza discordanza suggeriscono più la complementarità che l'opposizione.
Perché l'intenzione non è di esprimere il caos del mondo ma, in verità, di rivelare la sua complessità.
Foglia liscia ed opaca, carta giapponese dalla fragile raffinatezza, cartone grezzo, tela di lino o di cotone, frammenti di imballaggi stampati - vestigia aneddotiche del reale - uniscono la loro textura.
Le forme pittoriche si sovrappongono all'ossatura del supporto definito da questo materiale.
I quadrati punteggiano ampiamente lo spazio, il loro rigore è temperato dalla leggera evasione dei colori.
Geometria galleggiante e serena, accuratamente equilibrata, animata ed elettrizzata da zebrature rinforzate, linee secche e nervose, tratti di riflesso, filamenti aleatori, perturbazioni infinitesimali.
"L'arte astratta ancora vive" afferma Michel Depin " ben lontana dall'essere fossilizzata. Liberata da tutti i dogmatismi, perviene ad una simbiosi fra diverse forme di espressione: liriche, geometriche, concettuali fra ardimento rigoroso e composizione informale."
Spontaneità controllata, percorso emozionale, la sua opera testimonia questo approdo estetico.

Gruppo Portfolio Italia Network