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Ventagli:
moda e collezione


 

 

 

 

 

 

 

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Trieste 08 febbraio 2002

Ricca di una preziosa tradizione nella produzione di filati, tessuti e merletti la città di Gorizia espone nelle sale del Museo della Moda le numerose collezioni dei Musei provinciali incrementate nel tempo da incessanti ricerche e generose donazioni di personaggi illustri.
Al Borgo Castello dal 21 Dicembre scorso, si può ammirare la splendida collezione di ventagli, lasciata dal conte Guglielmo Coronini alla Città di Gorizia.
Il ventaglio, importante accessorio di moda dal considerevole valore estetico rientra a pieno titolo tra quegli oggetti da collezionare quali dipinti, monete antiche, miniature, arazzi, sete, porcellane, pizzi e gioielli.
Così i ventisette pezzi della collezione Coronini (in realtà 24 ventagli e tre schermi parafuoco da tavolo) comprendono un periodo che va dalla metà del Settecento agli anni Venti del Novecento.
I periodi meglio rappresentati sono tuttavia gli anni 1750-1770 e 1860-1870.
Il ventaglio giunse in Europa dal Giappone alla metà del Cinquecento. Nel Settecento esso divenne un accessorio indispensabile della moda femminile. Durante questo secolo i ventagli, in carta o pelle molto sottile, erano decorati con scene prevalentemente pastorali o mitologiche; altre decorazioni erano ispirate da motivi artistici, letterari o musicali e, alla fine del secolo, prese piede anche il motivo del "Grand Tour" con visioni delle città d'arte più rinomate.
Nel secolo successivo il ventaglio seguì i mutamenti che avvennero nella moda femminile, mentre il loro utilizzo si ridusse fortemente negli anni successivi alla prima guerra mondiale.
La collezione del Coronini, che sarà esposta fino al 31 Marzo, è soprattutto di grande interesse per la presenza di almeno cinque esemplari della famosa manifattura parigina Alexandre; si tratta di ventagli che probabilmente sono giunti con l'eredità russa del conte Eduard Cassini, zio materno di Olga Coronini. Non è escluso che gli esemplari firmati da Alexandre fossero appartenuti alla moglie del conte Cassini, Zoe Bibikoff, una nobile russa che, seguendo l'esempio di gran parte dell'artistocrazia russa e della stessa imperatrice, era solita fornirsi di questi preziosi accessori di moda proprio da Alexandre.

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