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8 e 1/2: il Viaggio di Fellini
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5.9.2003
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Grande e duplice evento a Villa Galvani a Pordenone: giovedì 17 luglio è stata, infatti, inaugurata la mostra “8 e 1/2: il Viaggio di Fellini” e, nel corso della serata, è stato proiettato il documentario di Mario Sesti “L’ultima sequenza”, presentato all’ultimo festival di Cannes e prodotto da Sciarlò, Fury Department, Cinemazero e distribuito dall’Istituto Luce. A quarant’anni dalla realizzazione del film e a dieci dalla scomparsa del regista, Cinemazero - in collaborazione con il CEC, La Cineteca del Friuli e la Fondazione Fellini di Rimini, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, della Provincia e del Comune di Pordenone - presenta questa mostra quale prima tappa di un percorso celebrativo che culminerà in autunno con l’avvio della nuova edizione di “Lo Sguardo dei Maestri”: una retrospettiva completa di film ed eventi speciali per commemorare l’opera di Federico Fellini. Tutto è cominciato con la raccolta del materiale di Sesti, ovvero dagli scatti fotografici inediti realizzati sul set e provenienti dall’archivio Bachmann di proprietà di Cinemazero: istantanee che rivelano le ultime immagini sconosciute di una sequenza di “8 e 1/2” che sarebbe dovuta diventare, in un primo montaggio, il finale del film. Circa 170 sono le immagini selezionate, tra gli oltre 3.000 scatti dal set. Tra le foto di Gideon Bachmann, realizzate proprio quarant’anni fa, spiccano gli straordinari ritratti di Fellini e Mastroianni, della Cardinale e della Loren (in visita sul set), oltre a un centinaio di immagini che documentano le scene più famose del film (come quella dell’harem con Mastroianni nella tinozza, quella della passerella conclusiva con tutti i personaggi o, ancora, quella della Saraghina sulla spiaggia). Indiscutibilmente splendide quanto vivide le pose che ritraggono il maestro alle prese con le comparse, in raccolta con gli attori, nel bel mezzo del ‘traffico’ caotico del cast come un domatore tra i leoni, oppure – semplicemente – a riposo, come un oggetto abbandonato ai margini del set. Dalle parole di Mario Sesti: “L’occhio del reporter americano, più che cercare il rapporto con l’inquadratura che sarà nel film, insegue la misteriosa irradiazione dei focolai di vitalità di cui un set è costituito e la cui radiografia sembra essere chiara solo a chi a quel set ha dato vita”. “Se ‘8 e 1/2’ è il più intimo dei film di Fellini – prosegue il fotografo - il suo set è stato il più personale dei rituali di autorappresentazione, il più affollato degli specchi, il più sterminato campo di rifrazioni che abbia mai visto la luce di fronte a una camera pronta a catturare il riverbero infinito di una coscienza che si scatena quando, rompendo il silenzio, pronuncia il pronome più impegnativo che esista: io”. La serata inaugurale – cui erano presenti Gideon Bachmann, Mario Sesti e Francesco Tornatore - è stata anche l’occasione per celebrare i 25 anni di Cinemazero. Fino al 21 settembre 2003, dalle 16.30 alle 22.30 (chiuso il lunedì). Informazioni: Ufficio stampa Cinemazero/Le Giornate del Cinema Muto, ex Convento di San Francesco in Piazza della Motta (Pordenone), tel. 0434.520404, fax 0434.522603; e.mail: czeropress@tin.it
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