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Con-Dominio: polvere pirica su tela
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Trieste 17.05.2002

Dal 18 maggio al 6 giugno,l’Associazione Culturale “La Roggia” presenta “Con-Dominio”, mostra personale di Guido Coletti con opere eseguite con polveri piriche.
Nelle opere del Coletti è da sempre presente la tensione verso la ricerca di una tecnica d’espressione artistica che sottolinei la pura esistenza fisica di operazioni in atto nell’ambito socio-culturale e per indagare nella complessa realtà contemporanea che non può essere ricondotta ad un mero scontro di civiltà poiché ha sicuramente basi certe nella materia e nel pragmatismo materico.
Questo l’ha portato ad un modo di operare ambivalente, fatto dal decostruire-costruire, attraversato dalla ri-utilizzazione e dal ri-farsi; termine quest’ultimo da intendere come rimettere ma in altre condizioni.
Tutto il lavoro di Coletti dunque ha utilizzato il linguaggio del “materiale e dell’oggetto”. Così è il cemento per i “Muri” (di Berlino 1964), i pezzi di motore ed il ferro per “Dove vai Man” (1967), nastri adesivi per “Paesaggi Organizzati” e contemporaneamente il PVC e i suoi bastoncini di saldatura per “Ac-cettati con onere” (1971-75). Seguono le “Terre bruciate” (1978) nate dalla tensione di materiali incompatibili. “Se-diamo” la metafora kafkiana espressa in sedie intrise di racconti mediatici con una tecnica personalizzata.
Nel 1998 vi fu poi la serie “Oro paradigma e metafora alle soglie del terzo millennio”
Attualmente lavora con le polveri piriche, e ha denominato l’ultima serie di opere “Con-dominio”. Con-dominio è lo sviluppo di alcuni quadri eseguiti nel 1975 attraverso lo svuotamento di alcune cartucce per fucile da caccia su delle tele già dipinte, quasi a voler modificare il preesistente.
Così la polvere pirica che in Cina, dove fu scoperta, veniva usata anche come cosmetico, mostra i suoi effetti definitivi ed indelebili come indelebili sono gli effetti socio-culturali legati al suo utilizzo.
Intere civiltà sono scomparse sotto il suo tragico segno modellante, ed i possessori di questa materia sono sempre stati gli autori di sconvolgimenti drammatici.
Gli eventi provocati da detta materia sono sotto il nostro sguardo, ci vengono costantemente proposti attraverso mezzi così schematizzati che li trasformano in pura retorica svuotandoli dal loro vero senso del dramma.
Perchè tutto ciò non avvenga, perchè la presa di coscienza possa trasformarsi in dimensione facendo si che il dolore non sia provato solo da chi lo vive direttamente ma che divenga un sentimento condivisibile, la dimensione esige concretezza dell’azione, delle forme, dei gesti, poiché definisce l’essenza delle cose. La dimensione si presenta, si esibisce, mostra se stessa e la sua realtà. Far vedere qualcosa non è rappresentare qualche cosa.
Questo il perchè alla base delle opere del Coletti , dove la ricerca di una risposta è espressa nella interpretazione della realtà oggettiva proposta su tele che posso essere considerate quadri segnalatori, proposti dall’autore per fornire lo spunto alla ricerca di una risposta alla meditazione profonda ed intima che l’opera stessa suggerisce.
Info: associazione culturale La Roggia PORDENONE tel e fax 0434 552174
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