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Al Revoltella: Tullio Crali e il volo dei futuristi
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www.museorevoltella.it
 
19.9.2003

In quest’anno di celebrazioni per il centenario del primo volo aereo, il Museo Revoltella rende omaggio all’iniziativa storica e quanto mai rivoluzionaria dei fratelli Wright attraverso la spettacolare mostra dedicata a un artista che ha fatto, del volo, il sogno di una vita: Tullio Crali.
Organizzata dal Museo Revoltella, in collaborazione con la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il Museo Caproni di Trento, la Galleria d’Arte Moderna di Udine e i Musei Provinciali di Gorizia, e con il contributo di significative collezioni private (tra le quali quella della famiglia Crali), la mostra espone un’ottantina di opere a testimonianza di un percorso artistico che si sviluppa in un arco temporale di circa sessant’anni: dagli esordi – sul finire degli anni Venti – agli ultimi lavori, quando Crali aveva quasi novant’anni. Futurista fino alla fine della sua vita, Tullio Crali mantenne costante e spiccata una fedeltà reverenziale nei confronti dell’amicizia e degli ideali di Filippo Tommaso Martinetti. E la rassegna rispetta un ordine cronologico che pone in evidenza lo sviluppo e la coerenza dell’iter artistico del pittore.
Nato a Igalo, in Croazia, nel 1910, Crali si trasferì a Gorizia nel 1922 e, a cavallo con il decennio successivo, cominciò ad avvicinarsi al movimento futurista. Le sue prime realizzazioni artistiche si ispiravano ai quadri di Balla, Prampolini e Boccioni: nel 1931, partecipò alla prima mostra futurista di Trieste assieme ai nomi più famosi di questa corrente, tra cui Ballelica, Depero, Tato, Dottori e Trampolini.
Assiduo frequentatore dell’aeroporto goriziano di Merna, si appassionò alle prodezze degli aerei militari che sorvolavano la città e iniziò a dipingere secondo le regole dell’aeropittura, il cui manifesto era stato pubblicato nel 1929.
Tramite Sofronio Pocarini, fondatore e capo del Movimento Futurista Giuliano, espose nella II Mostra goriziana di Belle Arti ottenendo subito molti consensi per la vivacità e l’originalità dello stile. Con Marinetti strinse un lungo sodalizio, che durò fino alla morte di quest’ultimo nel 1944. Consacrato come l’“ultimo” aeropittore futurista, Crali si rivelò il più fedele dei suoi seguaci, portando avanti la bandiera futurista per il resto della vita e adeguandosi al fluire del progresso tecnologico ispirando la propria creatività ai moderni aerei a reazione, con la medesima passione con la quale, in passato, aveva ammirato e onorato i voli dei biplani e degli idrovolanti. Una serie di quadri molto suggestivi dell’ultimo decennio della sua vita è, infatti, dedicata alle Frecce Tricolori.
Per ricreare il contesto locale e l’atmosfera suggestiva in cui il pittore operò, la mostra presenta anche le opere di Sofronio Pocarini artefice, nel 1919, della nascita del Movimento futurista giuliano, e quelle di due esponenti di rilievo del futurismo goriziano tra gli anni Venti e Trenta: Bruno Cossar e Raoul Cenisi.
Uno spazio adeguatamente allestito è, inoltre, riservato alla ricostruzione – parziale – della mostra di aeropittura organizzata a Trieste nel 1931 dallo scrittore e poeta triestino Bruno Giordano Sanzin, diretto interlocutore locale di Marinetti.
Fino al 30 settembre 2003 al Museo Revoltella.
Informazioni: Museo revoltella, tel. 040.6754350-4158; e.mail: revoltella@comune.trieste.it

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