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Udine: servizio radiotelevisivo regionale e tutela minoranze linguistiche
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19.9.2003

La Rai trascura il Friuli e la sua lingua, nonostante i fondi destinati nel 2003 dalla regione alla tv di Stato per la programmazione in friulano (pari a 170 mila euro) siano largamente superiori a quelli stanziati l’anno precedente (77 mila). Sono dati – corredati da amari commenti – che Daniele Damele, presidente uscente del Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni), ha esposto mercoledì scorso a palazzo Belgrado ai membri della commissione consiliare della Provincia “Cultura, solidarietà sociali, pari opportunità”, alla presenza del direttore della Rai regionale Roberto Collini. Oggetto di discussione “La realtà del servizio regionale in relazione alla tutela delle minoranze linguistiche riconosciute”, argomento che ben si prestava a un acceso dibattito.
“Esiste un contratto di servizi – ha riferito Collini – che recepisce le volontà della legge 482 (sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche e le trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo, n.d.r.), ma pastoie burocratiche ne impediscono l’attuazione completa. A Roma ho cercato di far capire che esiste la necessità di una tutela del friulano e delle altre lingue. Purtroppo scontiamo la non unitarietà della sede, che Bolzano invece ha mantenuto; in altre realtà la politica ha fatto sentire la sua voce”. “Burocrazia e problemi interni si superano con la buona volontà – è intervenuto Damele, che ha ammesso di volersi togliere ‘qualche sassolino’. “Il friulano si tutela solo coi programmi, ma bisogna arrivare a farli. E i fondi ci sono. Le trasmissioni approntate in friulano (episodi della Pimpa di Altan doppiati, reportage, documentari, trasmissioni radiofoniche) hanno raggiunto picchi d’ascolto altissimi; merito ‘esclusivo di Collini’ – continua il presidente di Corecom – ma si doveva e si deve fare di più”.
Eppure quel che la Rai regionale propone “non è figlio di un Dio minore”, commenta il dirigente, “considerate anche le enormi potenzialità che l’emittente possiede a Trieste”. “Peccato però – fa notare Damele – che le troupe televisive siano sette a Trieste e una in tutto il Friuli. Uno squilibrio evidenziato anche dalla quantità di immagini che dalle tre province, specie da Gorizia, giungono a Trieste”. La polemica è ormai aperta: “La Rai ha seguito con servizi accurati e precisi la recente alluvione – afferma Damele – ma laddove sono arrivati i ‘grandi inviati’ del TG1 e TG2, sono stati commessi errori di geografia per i quali avrebbero bocciato mio figlio alle elementari”.
L’assessore alla cultura Fabrizio Cigolot, apprezzando l’interessamento per un tema che sta notoriamente a cuore al presidente Marzio Strassoldo e all’intera amministrazione provinciale, ha gradito “questo momento di approfondimento, un dibattito che tiene alta la guardia nel riconoscimento della lingua friulana sui canali dell’emittente pubblica”. Franco Corleone, membro della commissione Cultura, ammettendo la difficoltà di far recepire la legge 482, insiste sulla necessità di valorizzare la specialità della nostra regione; opinione condivisa da Fausto Deganutti, presidente della commissione Pubblica istruzione, patrimonio provinciale, edilizia scolastica, il quale auspica un centro Rai a Udine, “perché è qui che si parla friulano. Non è concepibile che un domani – continua Deganutti – la lingua friulana venga prodotta a Trieste. È‚ un ulteriore schiaffo a tutto il Friuli: questa zona d’Italia è stata presa per i fondelli”.
“Il canone è legittimo – afferma il consigliere provinciale – se viene svolto il compito di servizio pubblico, fra cui anche l’attuazione dell’articolo 2 della legge 482. Partiremo con un ricorso al Tar affinché il FVG non paghi più il canone, visto che la Rai non ha messo in atto la legge”.
Che la Rai non abbia bisogno di attingere ulteriori risorse da un eventuale canone maggiorato lo conferma anche Collini: “In regione abbiamo un numero di risorse pari a quelle del Veneto e dell’Emilia Romagna messe assieme”. Damele, infine, dà il colpo di grazia: “Il dirigente nazionale è stato più volte invitato a venire in Regione. Nessuno l’ha mai visto”.

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