| |
Montanaia, sogno di pietra
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
Trieste 21.06.2002
|
“L’urlo pietrificato di un dannato”, secondo Napoleone Cozzi. “Il disperato anelito della terra verso il cielo”, secondo Spiro Dalla Porta Xias. O semplicemente “il campanile più bello del mondo”, come ama definirlo Severino Casara. È il Campanile di Val Montanaia, la vetta attraente e inquietante che si staglia – imperiosa – tra le numerose guglie delle Alpi orientali. Di lei la prima citazione accertata – geografica, non alpinistica – risale al 1891, ma il monolite catalizza l’attenzione degli scalatori professionisti soltanto nel 1900, quando un quadro di Rudolf Reschreiter, noto pittore e compagno di salite dell’austriaco Heinrich Steinitzer, ritrae “questo incredibile, ardito torrione…”. Il 7 settembre 1902 Napoleone Cozzi –fondatore della “Squadra volante” triestina– e Alberto Zanutti arrivano ai piedi del Campanile, ignari dell’avanzata della cordata carinziana di Victor Wolff von Glanvell e Karl Günther von Saar, i due grandi arrampicatori austriaci della “Gilde zum grosse Kletterschuh” (la Compagnia dello scarpone). All’ambita conquista della superba cima rocciosa, opera di entrambe le cordate nonostante gli annali riconoscano soltanto i nomi dei due austriaci che toccarono per primi la vetta, è dedicato questo film. Un film che vuol essere non soltanto un omaggio all’eroica impresa che ha firmato un brano di storia dell’arte alpinistica, ma anche e soprattutto un elogio alla montagna che, in quest’Anno Internazionale delle Montagne (proclamato dall’ONU), rivela la sua eterna bellezza e rivendica rispetto e personalità di fascino e suggestioni senza pari. “Montanaia, sogno di pietra” è un poetico ripercorrere le tappe e le emozioni di questa grande sfida alla natura estrema dei confini dolomitici, rendendo onore all’umana capacità di superare i propri limiti e alla volontà dei protagonisti di tramandarne valori e passioni. L’opera, di cui è regista Giorgio Gregorio, è stata realizzata dal Centro regionale Produzioni Televisive in collaborazione con il CAI Friuli-Venezia Giulia. Protagonisti sono Mauro Corona, il fortissimo scalatore ertano da 150 ascensioni che, nel 1992, ha toccato il VII +, la via in assoluto più impegnativa del Campanile, e Luca Rainis, il più giovane conquistatore della vetta (nel 2000, a soli nove anni). Narratori d’eccezione Iseo Clerici, Spiro Dalla Porta Xydias, Sergio De Infanti, Tullio Trevisan. Da un’idea del giornalista Luciano Santin, foto e montaggio di Dario Budach e Giorgio Gregorio. Musiche di Giorgio De Santi. Informazioni: Centro Produzioni Televisive della Regione Friuli-Venezia Giulia, Via Cantù 10 – Trieste, tel. 040.5708357.
|
|
|