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“Cipria e Piumini”, secondo appuntamento con “riposare lo sguardo”
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Trieste 21.06.2002
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“Cipria e Piumini” è l’accattivante titolo della mostra dell’artista Giorgio Valvassori allestita allo Studio Tommaseo fino al 3 luglio. L’evento rientra nel progetto "Riposare lo sguardo opere e contesti 1978-2002" dell'artista Goriziano: l’appuntamento di Trieste, che segue quello di Pordenone, fa parte di una serie di cinque esposizioni distribuite in un arco temporale che va da maggio ad ottobre tra, appunto, Pordenone e Trieste, e poi Lubiana, Aidussina (Slovenia) e Gradisca d’Isonzo. Queste località sono state scelte da Giorgio Valvassori per il fatto che rappresentano punti significativi di riferimento all'interno del suo percorso artistico; sono luoghi in cui l'artista ha già realizzato mostre ed interventi durante gli anni '80 e '90. E' un viaggio a ritroso nel tempo per un confronto tra ciò che essi hanno significato e ciò che rappresentano adesso, alla luce delle nuove opere originali appositamente progettate. "Riposare lo sguardo" nasce infatti dalla convinzione che l'identità dell'artista non sia definitivamente costituita e che sia determinata solo in parte dall'appartenenza e dall'identificazione con un luogo d'origine, e che il contatto con diverse situazioni culturali sia il punto di partenza per una riflessione sul proprio temperamento artistico e sulla propria vicenda esistenziale attraverso nuove opere. Nato a Gorizia nel 1947, Giorgio Valvassori ha studiato all'Istituto d'arte di Gorizia e Trieste e all'Accademia di Belle Arti di Venezia, entrando così in contatto con artisti quali Bacci, Finzi e Zotti. E' stato borsista all'Opera Bevilacqua La Masa per il 1978 e del premio Lubiam di Mantova per il 1980 e il 1981. Attualmente vive ed opera a Gorizia dove insegna discipline pittoriche. Nell’opera di Valvassori la materia gioca un ruolo fondamentale, la scelta è legata a particolari periodi della sua esistenza, nei quali l'artista ha acquisito un controllo deciso su di essa raggiungendo una sinergia tra luogo, pensiero e materia. La contrapposizione, pesante-leggero, duro-morbido, si sviluppa nella realizzazione di opere nelle quali la scelta di metalli duttili e malleabili diventano mezzo, paradossalmente, di un pensiero forte, duro, essenziale. I materiali assumono così la funzione di involucro, di abito ideale dell'opera che così interloquisce con lo spettatore. Il pensiero di Giorgio Valvassori ha sempre dialogato con materiali poveri come la terracotta, il ferro, il legno, il catrame, ma anche il piombo e la stoffa, leggeri e facilmente plasmabili, complementi indispensabili per la realizzazione dell'opera. L'iniziativa,accompagnata da un catalogo, a cura di Laura Safred, è promossa e sostenuta dalla Provincia di Gorizia, dall'Istituto Italiano di cultura di Lubiana, dalla galleria Studio Tommaseo di Trieste, dalla galleria Sagittaria di Pordenone, dalla galleria Veno Pilon di Aidussina, dalla Mestna Galerija di Lubiana, dalla galleria Spazzapan di Gradisca d'Isonzo con il patrocinio del Comitato Trieste Contemporanea.
Informazioni: Studio Tommaseo tel. 040 639187.
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