La regina delle Gran Turismo italiane
è Superleggera


Lamborghini Gallardo nella sua versione più evoluta svetta in prestazioni e comfort su tutte le concorrenti più celebrate



Balocco – L’invito ricevuto dal Club Italia per partecipare alla tradizionale riunione di fine stagione sul bellissimo impianto di Balocco ha rappresentato un’occasione preziosa per poter saggiare a lungo le immense qualità dinamiche ed estetiche della versione più “estrema” di quella meravigliosa Gran Turismo italiana che risponde al nome di Lamborghini Gallardo. La “Superleggera” è il risultato di un enorme lavoro di affinamento, condotto dagli Ingegneri della Casa di Sant’Agata Bolognese, volto ad ottimizzare il peso di ogni singola componente della vettura – base, che ha prodotto una riduzione di 100 kg dei valori di massa a vuoto, attestati ora a 1330 kg, con un “mostruoso” rapporto peso/potenza di soli 2,5 kg/CV. Per giungere a tanto si sono utilizzati materiali e tecnologie di assoluta avanguardia: il cofano motore, ad esempio, è in fibra di carbonio a vista e policarbonato trasparente, un tipo di materiale che garantisce grande robustezza e leggerezza mantenendo in vista il superbo propulsore 10 cilindri a V di 4961 cc capace di sviluppare la bellezza di 530 cv (con la fortissima coppia di 510 Nm) a 8.000 giri/min, 10 cavalli in più rispetto alla Gallardo standard ottenuti attraverso la riduzione delle perdite di carico ed aspirazione e delle contropressioni allo scarico, congiuntamente ad una rivisitazione della gestione elettronica. La fibra di carbonio è stata utilizzata copiosamente anche per il diffusore posteriore, il rivestimento del fondo, gli specchietti retrovisori, i pannelli porta ed il rivestimento del tunnel centrale. Ma a stupire è l’eccellenza di realizzazione degli interni: se da una simile supercar è lecito attendersi prestazioni dinamiche “dure e pure” di valore assoluto, non altrettanto scontato è poter riscontrare nell’abitacolo livelli di comfort paragonabili a quelli di una berlina “premium” quali Audi S8 o BMW serie 7. L’ergonomia, pur improntata all’utilizzo sportivo della “Superleggera” è semplicemente perfetta per angoli di seduta e distanze di conducente e passeggero dai servocomandi dislocati sull’ampia plancia, fornitissima di tutti gli strumenti più utili alla gestione della vettura.

Soprattutto, ad impressionare favorevolmente è il livello di insonorizzazione (non facile da ottenere visto l’ululato del V10 sopra i 5.000 giri…) che consente a 180 km/h di mantenere particolarmente basso il tono di voce nella tranquillità di una conversazione con il passeggero. Per i sedili si è scelto di adottare dei bellissimi anatomici da corsa (sono omologate “solo” le cinture a 4 punti di fissaggio con moschettone centrale), con guscio monoscocca in fibra di carbonio rivestiti in Alcantara, perfettamente avvolgenti nelle forti accelerazioni laterali che la Gallardo Superleggera è solita sviluppare in curva. Sull’estetica non occorre dilungarsi: basta uno sguardo, da qualunque prospettiva la si voglia inquadrare, per poter affermare che Superleggera è la più bella Lamborghini mai costruita (la Miura disegnata da Marcello Gandini fa storia a parte, essendo interprete del design anni ’60), forte di un estetica assolutamente proporzionata nel dislocamento dei volumi di avantreno, abitacolo e vano motore e di linee tese che vanno a formare un quadro d’insieme particolarmente riuscito. Al volante si provano emozioni dinamiche che sconfinano nell’estasi automobilistica: le accelerazioni (soprattutto attivando l’opzione “sport” che agisce su elettronica, sospensioni, scarico e tempi di cambiata) sono impressionanti e perfettamente gestibili, grazie alla velocità del cambio “e.gear” (con pad al volante tipo Formula 1) ed alla trazione integrale permanente viscosa. In frenata Superleggera è semplicemente impeccabile ed instancabile, in virtù di un impianto da competizione assolutamente facile e progressivo da modulare, anche nell’utilizzo stradale; in curva emerge la qualità del lavoro svolto a livello telaistico: inserimento simile ad una monoposto, leggero (e salutare…) sottosterzo in entrata, percorrenza “neutra” e lievissimo sovrasterzo in uscita solo se si decide di spalancare il gas repentinamente, peraltro correggibile in maniera divertente ed intuitiva grazie all’eccellente rapporto di sterzata particolarmente diretto. Il mercato, in questo caso composto da veri intenditori dell’alta tecnologia automobilistica, ha dimostrato di apprezzare parecchio: Floriano De Micheli, brillante concessionario “ADM Lamborghini Milano” di Peschiera Borromeo, dichiara tempi di attesa attorno ai 6 mesi per poterne parcheggiare un esemplare in garage (9 mesi per le tradizionali Gallardo Coupé e Spider). Certamente, non c’è dubbio, una dolcissima attesa…

Paolo Calovolo


Foto : Mario Rossi