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S O P R A V V I S S U T I
R I T R A T T I S T O R I A M E M O R I A
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27.2.2004
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L’Associazione Canavesana per i Valori della Resistenza, la Fondazione Bergamo nella Storia onlus e la Fratelli Alinari con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino presentano, presso il Museo Storico di Bergamo, la mostra “Sopravvissuti - ritratti, storia, memoria”. L’esposizione e'stata inaugurata in occasione della giornata della memoria dedicata alla shoah, con la partecipazione dell’autore delle fotografie, Simone Grosso, ed è patrocinata da: Associazione Nazionale Ex-deportati Politici nei campi nazisti, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Centro di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica di Roma, Comunità Ebraica di Milano, Comunità Ebraica di Torino, Fondazione Ex-Campo Fossoli e Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.
La mostra, che nell’allestimento proposto a Bergamo si apre con il camicione a righe della bergamasca detenuta nei campi di concentramento tedeschi, Betty Ambiveri, presenta in massima parte ritratti fotografici di deportati italiani, politici e per motivi razziali, sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Una raccolta di cento immagini realizzate dal fotografo Simone Gosso che dichiara di essersi avvicinato al complesso universo della deportazione quasi per caso, attraverso il diario di un sopravvissuto al quale sono seguite poi ulteriori letture, testimonianze, storie. Anni di ricerche, attese, rifiuti e sorrisi. “Fotografare ha significato provare a dare a tutto questo parole, occhi, labbra, volti, perchè dietro questi visi stanno tragedie individuali ma anche grandi percorsi. Dietro questi volti si possono infatti scorgere più tracce: la storia collettiva della deportazione italiana, la vicenda personale di chi è stato deportato e la conoscenza diretta delle persone ritratte” Le persone ritratte sono state fotografate in differenti contesti: nei Lager in occasione di viaggi commemorativi, in luoghi cittadini significativi dal punto di vista della deportazione italiana, nelle sedi dell' Associazione Nazionale Ex Deportati, nelle loro abitazioni. Una operazione che, oltre a documentare, vuol trasformare lo spettatore in testimone vivente, riprendendo il filo di una memoria collettiva altrimenti dispersa… Le immagini esposte nella mostra e nel volume segnano un itinerario, informativo ed insieme confidenziale, ad utilità dell’osservatore attento che voglia davvero compiere un viaggio nel tempo, con il desiderio di conoscere la storia, di rinverdire il ricordo, di recuperare sentimenti ed emozioni. Ecco che la fotografia si pone come testimonianza “visiva”, reale e concreta, delle esperienze vissute dalle persone fotografate, nell’impegno di mantenere vivo il passato per la costruzione di un futuro libero da pregiudizi e discriminazioni di qualsiasi tipo. Dagli sguardi intensi, dai sorrisi appena accennati, da ogni singola ruga del volto traspaiono parole non dette, esperienze laceranti, ricordi incancellabili. La campagna fotografica ha richiesto oltre tre anni di lavoro anche per la varietà dei luoghi fotografati: Fossoli, Riviera di San Sabba, Mathausen, Dachau, Gusen, Flossemburg, Ebensee. Completano il percorso espositivo immagini di materiali provenienti dai Lager, oggetti comuni carichi di un significato storico che va ben oltre quello del semplice uso quotidiano. Il catalogo è edito da Alinari con testi di Liliana Picciotto e Anna Bravo.
Il Museo storico di Bergamo affianca alla mostra una sezione dedicata a Benedetto De Beni, iscritto nel “Libro dei Giusti nel mondo per lo Stato d’Israele”, il suo nome è inciso sulla lapide dei Giusti nel Museo dell’Olocausto di Gerusalemme “Yad Vashem”. Questa alta onorificenza fu concessa al Capitano di artiglieria De Beni, detenuto nei campi di concentramento e sopravvissuto, in quanto nel 1942 riuscì a mettere in salvo due ragazze ebree, e, attraverso di loro, ad avvisare 70 ebree, che quindi ebbero la possibilità di fuggire e salvarsi dal massacro.
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