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Fratelli Alinari: A Photographic Tradition The Changing Face of Italy, 1855-1935
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2.7.2004
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Un’affascinante mostra di fotografie, Fratelli Alinari: A Photographic Tradition. The Changing Face of Italy,1855-1935, e' aperta al pubblico fino al 19 Settembre 2004 nella prestigiosa sede londinese dell’Estorick Collection, 39a Canonbury Square, London N1. Curata da Roberta Cremoncini e Monica Maffioli, la mostra presenta oltre 130 pezzi provenienti dagli Archivi e dal Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, il famoso studio fotografico con sede a Firenze che ha celebrato il suo centocinquantesimo anniversario nel 2002.
L’esposizione, accompagnata dal catalogo edito da Alinari in edizione inglese, offre ai visitatori un meraviglioso sguardo sull’Italia che muta ed è un degno tributo al mezzo fotografico, all’abilità dei fratelli Alinari e dei loro successori e alla società che ancora mantiene il loro nome portando avanti una tradizione e una storia iniziata oltre centocinquant’anni fa. Le fotografie tracciano vivamente il cambiamento dell’Italia da paese rurale a nazione industrializzata, catturando così uno dei momenti cruciali della storia italiana. Queste portano testimonianza delle radicali trasformazioni che la cultura e la società italiana vissero in quel periodo – mutamenti che i futuristi colsero nel loro Manifesto dei Pittori Futuristi nel 1910: “Per gli altri popoli, l’Italia è ancora una terra di morti, un’immensa Pompei biancheggiante di sepolcri. L’Italia invece rinasce, e al suo risorgimento politico segue il risorgimento intellettuale. Nel paese degli analfabeti vanno moltiplicandosi le scuole: nel paese del dolce far niente ruggono ormai officine innumerevoli…”
Partendo dai paesaggi delle città della Toscana, con cui gli Alinari costruirono la loro fama, queste affascinanti fotografie documentano i cambiamenti nel costume e nelle attività lavorative così come la trasformazione dell’ambiente urbano attraverso l’introduzione di mezzi moderni di trasposto e della luce elettrica.
Queste immagini tuttavia non sono semplicemente interessanti dal punto di vista di una storia sociale, ma anche e soprattutto perché rivelano lo sviluppo di una estetica specificamente fotografica, in cui inaspettati punti di vista e dettagliate vedute forniscono un nuovo mezzo per reinterpretare i tesori della scultura e dell’architettura italiana.
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