NATALY MAIER.

Il titolo della mostra di Nataly
Maier "Omaggio a un desiderio" -Hommage an eine Sehnsucht- e' ricco di implicazioni: allude alla percezione nostalgica e romantica che la cultura tedesca ha dell'Italia. E il desiderio della terra al di la' delle alpi, per Nataly Maier-artista tedesca che da anni vive e lavora in Italia- si incarna in un frutto, il limone: "conosci il paese dove fioriscono i limoni" ha scritto Goethe.
Nella serie di installazioni sul tema del limone, la Maier va oltre la riflessione sui riferimenti simbolici e romantici di Goethe : assume il frutto nella sua totalita', ne indaga le potenzialita' spaziali, ne esplora l'essenza cromatica, si interroga sul rapporto tra l'evidenza della forma esterna e l'enigma della struttura interna.
Ci troviamo di fronte ad un frutto che siamo usi maneggiare, nei confronti del quale dobbiamo ora misurarci e riconsiderare le nostre abitudini appercettive. Come davanti al limone di grandi dimensioni (quasi 3 m. di diametro) che occupa, anzi ingombra, con prepotenza la sala espositiva occludendo lo spazio e tendendo ad escudere lo spettatore, riproduce il frutto senza apparente scarto rispetto al modello reale; ma l'alterazione di dimensione incrina il concetto di rappresentazione.Ci troviamo di fronte ad un frutto che siamo usi maneggiare, nei confronti del quale dobbiamo ora rimisurarci e riconsiderare le nostre abitudini appercettive. Si presenta come un corpo che tende ad occludere lo spazio e ad escuderci, il cui colore giallo è potente e invasivo in quanto ricettacolo di luce,e non solo da un punto di vista fisico. Ne diventa l'emblema, come i limoni di Goethe sono l'emblema della luce mediterranea.
Inversione di prospettiva, dalla percezione macroscopica alla visione microscopica. Nelle ecografie dei limoni l'indagine di Nataly Maier esplora l'interno. Cadono colore, forma e materia; nascono immagini che si offrono ad un'osservazione intima, carica di scoperte. Se l'involucro e' spazio e luce,il contenuto e' un insieme di segni: la traccia o la grafia di un mondo impenetrabile dall'esterno.
Infine, icastico e paradigmatico, il limone che pende dalla cupola del berso' nel giardino della Villa, allude ed omaggia all'uovo della Pala di Brera di Piero della Francesca.L'allusione è concettualmente sottile:riporta il limone ai suoi connotati formali, lo ricolloca entro uno spazio naturale, e al tempo stesso opera un'astrazione-un transito dal limone all'uovo- di referente pittorico e di costruzione prospettica,introducendo un nuovo senso incognito. Il che ci riconduce ancora al Sehnsucht: al desiderio di conoscere l'incognito.


 



 







OMAGGIO A UN DESIDERIO.
HOMMAGE AN EINE
SENSUCHT

di
NATALY MAIER


Firenze
Salone Villa Romana
via Senese 68
durata mostra:
11 maggio-20 luglio
orari:
dal martedi' al venerdi'
ore 17-19
o su appuntamento
te.055 22 1654
055-2638737



 

Brevi cenni biografici.
Nataly Maier dalla fine degli anni settanta e' stata fotografa professionista, dedicandosi ad immagini di interni, di architettura e indagini sul territorio. Verso la fine degli anni Ottanta lascia la fotografia di tipo documentario per intraprendere la sua ricerca. Il primo lavoro in questo senso è Un viaggio in tram e Duomo a occhi bendati del 1988, in cui l'artista registra in modo casuale cio' che la circonda al momento dello scatto. Il suo percorso artistico continua con il tentativo di superare la bidimensionalita' della fotografia attraverso la ricerca della tridimensionalita', applicando l'immagine su una base scultorea e attibuendo alla fotografia un valore plastico ( Fotosculture).Negli anni 1993/1994 la Maier, con un gruppo di artisti, si dedica a una serie di interventi dal titolo Action imageante. Nel 1997/1998 realizza il ciclo Muri italiani. Nel 2000 espone alla Galleria Vrais Reves di Lione e realizza quasi 200 lavori per l'Inn Side Residence Hotel di Monaco di Baviera.