“Dietro le quinte” del successo di un nuovo modello
Talento, qualità e lavoro di squadra: il “Caso Global”
Piccole, “Grandi” aziende del Nord Ovest contribuiscono in maniera
determinante alla ripresa dell’industria automobilistica italiana
Rivoli (To) – Il livello di competitività raggiunto dal mercato automobilistico a livello mondiale ha toccato livelli di assoluta rilevanza. Il Motor Show che sta per iniziare ne è un eccellente testimonianza, capace com’è di concentrare addirittura 100 anteprime (di cui 13 mondiali) in una sola rassegna. E’ perciò evidente quanto quello dell’auto sia un settore in cui “sbagliare” o ritardare il debutto di un modello, visto il valore degli investimenti in campo, può segnare la differenza tra la crisi o la ripresa di una Casa costruttrice. Proprio a casa nostra ne abbiamo avuto un significativo esempio, se ricordiamo il difficile periodo trascorso dai marchi che fanno capo a Fiat tra la metà degli anni ’90 ed il primo lustro del nuovo millennio. Ora, meritatamente, la Casa torinese può a buon titolo riaffermare coi risultati la bontà della propria vocazione industriale nel campo delle quattro ruote, grazie al rinnovato impegno dimostrato nel realizzare vetture dagli indubbi contenuti, tecnologici quanto emozionali, quali risultano essere Panda, 500, Grande Punto, Bravo e Nuova Croma, senza dimenticare il grande fascino delle Alfa Romeo 159 ed 8C Competizione o la classe che New Ypsilon e Musa hanno saputo restituire al marchio Lancia. A far parte di questo impegno, dietro al successo dei nuovi modelli, c’è un lavoro di ricerca e progettazione di grande qualità. Un ambito nel quale a Torino e dintorni ci si distingue da sempre, non solo per quanto riguarda il Centro Ricerche Fiat (da tempo immemore vero fiore all’occhiello dell’Azienda di Mirafiori), ma anche e soprattutto per il lavoro di altissimo profilo, spesso svolto silenziosamente “dietro le quinte”, da una moltitudine di aziende dedite all’alta ingegneria applicata, nate da una passione imprenditoriale che nell’hinterland torinese affonda profondamente le sue solide radici. Per quante arrivano dai tempi “non sospetti” dei floridi anni ’70, si è trattato di mantenersi a galla nei momenti più difficili, agganciando periodicamente il treno della ripresa che, ciclicamente, non ha mancato di transitare da queste parti. Per quelle nate in piena crisi, all’alba del nuovo millennio, la sfida imprenditoriale è stata ed è decisamente più ardua: nascere ed essere in grado di svilupparsi negli anni in cui molte aziende torinesi dell’automotive stavano morendo più o meno velocemente, merita l’attenzione che va dedicata ai “modelli imprenditoriali” più riusciti. Tra questi il “Caso Global” spicca per la sintesi di coraggio, tenacia, senso dell’innovazione, velocità di esecuzione e strenua ricerca della qualità che questa azienda di Rivoli è stata in grado di dimostrare nel volgere di soli sei anni dalla sua fondazione. Proprio nel bel mezzo della fase più problematica che il colosso torinese, con il quale collabora strettamente, abbia mai vissuto. Alla base di tutto vi è stata la lucida visione del futuro di medio periodo, coniugata con una forza di volontà davvero fuori dal comune, di un uomo dai trascorsi importanti ed impegnativi, spesi quale fierissimo servitore dello Stato, a combattere tra mille insidie le aberrazioni più devastanti che il nostro paese abbia dovuto subire nell’ultimo trentennio: stiamo parlando di orrori quali terrorismo, mafia e sequestri di persona. L’”uomo”, 47 anni, è Luca Mucciarelli, passato dalla ferrea formazione accademica della “Nunziatella” che lo ha accolto appena quattordicenne, alle lauree in Giurisprudenza e Criminologia che ha reso preziosi strumenti di “intelligenza” vestendo da Ufficiale in “prima linea” divise e mimetiche nei Reparti Operativi Speciali dell’Arma dei Carabinieri. Anni passati a far parte della formidabile squadra del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, come a combattere a viso aperto la mafia in Sicilia insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nei pochi anni in cui sono riusciti a sventrare, con estremo coraggio, sistemi criminali consolidati da più di un secolo. Pochi, enormi e sintetici passaggi a tratteggiare con efficacia la “statura” del personaggio che, nel 2001, ha scelto di dedicare la propria vita civile ad un progetto imprenditoriale tanto ambizioso quanto mirato e concreto: fondare un’azienda di progettazione di particolari interni ed esterni per l’industria automobilistica che trovasse nella assoluta ricerca della qualità realizzativa la sua più identificativa ragion d’essere. Ci siamo sentiti ripetere, da molti personaggi del mondo imprenditoriale, che la concorrenza sleale dei paesi emergenti, noi italiani, avremmo dovuto combatterla con le armi della ricerca, dell’innovazione e della qualità. Luca Mucciarelli, fondando e guidando con mano ferma la Global, l’ha fatto e lo sta facendo. Con il merito di aver saputo formare e motivare, resistendo nei primi anni pieni di inevitabili ed onerosissime difficoltà, un team di Ingegneri di alto livello (7 all’inizio, più di 100 ora…), guidati operativamente dall’Amministratore Delegato Dario Blengio, altra “vecchia conoscenza” dell’automotive torinese di estrazione classica, già protagonista in progetti di grande successo negli anni ’70 ed ’80 quali l’Audi 80, la Saab 900 e persino l’indimenticabile Lancia Delta S4 che fu tra i primi esempi di applicazione dei materiali compositi. Oggi la Global, corrispondendo ad un indirizzo di valorizzazione del talento italiano di cui Mucciarelli è strenuo assertore, è partner consolidata di Fiat Automobiles

per i brand Fiat, Lancia ed Alfa Romeo, avendo contribuito a realizzare particolari di estrema importanza per 500 ed 8C Competizione, con un futuro prossimo proiettato allo sviluppo della “940” (la nuova ammiraglia Alfa che dovrebbe prendere la denominazione di 169) e di veicoli che rappresenteranno l’arrivo di auspicate quanto da lungo tempo attese novità per la produzione di casa nostra. Il segreto di questo trend positivo, se di “segreto” si può trattare, è tanto semplice da spiegare quanto è stato arduo e faticoso da raggiungere: in un periodo di grande stagnazione delle vendite, quando la maggior parte delle aziende è rimasta alla finestra in attesa di nuove commesse, Global si è concentrata sull’aggiornare e sull’evolvere il proprio livello operativo, in un confronto continuo di estremo valore con gli studi sviluppati dal Centro Ricerche Fiat. Anni di assimilazione delle metodologie di lavoro con i reparti di eccellenza della Casa torinese impegnati sul fronte della ricerca e sviluppo, per presentarsi “puntuali” all’appuntamento più importante: quello con la rinascita dei grandi prodotti, delle grandi automobili che l’Italia è in grado di realizzare. Non basta: il presente ha visto anche la nascita di un sofisticato Quad a trazione integrale e rapporti ridotti (interamente autocostruito allo stato di concept da sviluppare con una Casa Motociclistica preferibilmente italiana…), oltre alla fornitura di una interessante vettura elettrica biposto commissionata dal comune di Stoccarda per la Polizia Municipale. E domani? Il futuro prossimo della Global è proiettato ad ampliare e consolidare il rapporto di fiducia e collaborazione con Fiat (quella di Pomigliano d’Arco è la prossima sfida di cui ci sarà modo di riparlare, in tema, estremamente attuale, di imprenditori del Nord e sicurezza del territorio meridionale) quanto a realizzare un Centro Stile interno capace di sfornare le più originali proposte dei numerosi, giovani designers nostrani che l’azienda di Rivoli sta selezionando. Sempre ponendo la “Squadra” al centro di ogni successo da costruire con pazienza e tenacia giorno per giorno. Tutti insieme, con lo stesso criterio di meritocrazia. Dal Presidente alla Segretaria di Direzione appena assunta. Nessuno escluso.
Paolo Calovolo
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