L’arte del “Tremila” secondo Bmw
La tecnologia della casa bavarese nei propulsori “alto di gamma”domina il mercato grazie agli innovativi motori 6 cilindri biturbo

San Donato Milanese – Le vetture dotate di motori di 3.000 cc erano considerate, sino a pochi anni orsono, come un lusso proibitivo ed illogico (soprattutto in virtù dell’Iva al 38%…) che rendeva i modelli così equipaggiati poco appetibili sul mercato italiano. L’unificazione delle percentuali di imposta con quelle relative alle cilindrate più piccole e gli enormi progressi tecnologici di ottimizzazione dei propulsori hanno decisamente cambiato questa tendenza. I risultati commerciali  parlano chiaro: soprattutto per chi viaggia spesso per lavoro, utilizzare un 3.000 significa poter contare su una maggiore durata del motore e su una migliore elasticità di marcia, con conseguenti benefici in termini di confort alla guida e sicurezza attiva nelle accelerazioni e nei sorpassi.

Bmw in questa fascia di prodotti vanta una lunga tradizione, basata sullo sviluppo di un propusore a 6 cilindri in linea che è parte integrante della storia tecnico produttiva della Casa bavarese. Oggi più che mai può essere considerata l’azienda che, più di ogni altra, ha esplorato le nuove frontiere prestazionali e di rendimento che questi propulsori sono in grado di offrire. Per farlo ha scelto una via decisamente innovativa quanto efficace: ai propri “tre litri” ha abbinato due turbo compressori facendoli operare in serie (quello più grande e “lento”, entra in funzione già a bassissimo numero di giri mentre quello più piccolo e “veloce” inizia a far sentire i suoi effetti ai regimi più elevati) anziché in parallelo (due turbo identici che operano ciascuno su tre cilindri), soluzione convenzionalmente adottata nella maggior parte dei casi. Il risultato di questa applicazione, che definire geniale è riduttivo, esprime una eccezionale capacità di erogazione a qualunque regime di rotazione del motore che si traduce in una piacevolezza di guida davvero unica abbinata ad un insospettabile economia d’esercizio.

Per chi predilige uno stile di guida più misurato, infatti, l’enorme coppia erogata a bassissimo numero di giri da questi propulsori consente di utilizzare rapporti lunghi anche a bassa velocità, con scarso utilizzo dell’acceleratore e consumi ridotti, potendo sempre contare su un’enorme riserva di potenza, disponibile subito, qualora occorrano accelerazioni repentine per risolvere situazioni particolari (sorpassi, corsie di accelerazione autostradale, immissioni etc.). Inutile dire che, per quanti amano una guida sportiveggiante, questi propulsori sono un vero e proprio inno alla gioia di viaggiare, potendo fruire di una “spinta” impressionante e priva di esitazioni sino ai regimi di rotazione più elevati. Per testimoniarne l’efficacia abbiamo provato a fondo due dei prodotti Bmw più apprezzati dal mercato: la 335 Xi Touring a benzina e la 335d berlina a gasolio. Al di là del carburante utilizzato, le prestazioni riscontrate sono state semplicemente eccezionali, per quantità di potenza ed omogeneità nell’erogazione, certamente non comparabili a quelle di alcun concorrente diretto. La 335 Xi Touring abbina la bontà del corpo vettura “familiare” alla trazione integrale che distribuisce in maniera ottimale alle ruote i 306 Cv di potenza erogati dal motore di 2979 cc, propulsore in grado di esprimere la robustissima coppia di 400 Newtonmetri tra i 1500 ed i 5000 giri, mentre il motore di 2993 cc della 335 d berlina offre (trasmessa e controllata elettronicamente sulle ruote posteriori) 286 Cv, con la coppia “mostruosa” di 580 Nm disponibili tra i 1750 ed i 2250 giri. Valori che parlano da soli e che divengono ancora più interessanti considerando che le due fuoriclasse tedesche consumano, rispettivamente, 9,3 e 6,7 litri di carburante ogni 100 km nel ciclo “combinato” urbano – extraurbano. Decisamente i “tremila” non mai stati così appetibili ed efficenti…

Paolo Calovolo