Pirelli ritrova l’orgoglio dell’innovazione
Milano celebra i nuovi P4 e P6 ispirati al pneumatico

che cambiò il modo di guidare in Italia e nel Mondo

Milano – Non poteva esserci cornice migliore del palazzo di Viale Alemagna, insiediamento dedicato alla Triennale, per ritrovare le più coinvolgenti suggestioni che solo le vere icone industriali degli anni che spaziano dai ’50 agli 80 sanno trasmettere, compiutamente percepite da quanti celebrano tra le 35 e le 70 primavere. Rinasce il mitico “Cinturato”, ma senza operazioni di facciata ispirate alla nostalgia. Tutt’altro: Pirelli è talmente “viva” e competitiva da non aver bisogno di operazioni di marketing più formali che sostanziali. I nuovi Pirelli Cinturato P4 e P6, dedicati rispettivamente alle vetture con  prestazioni fino a 190 e fino a 240 Km/h, ne sono la testimonianza migliore. Marco Tronchetti Provera e Francesco Gori, rispettivamente Presidente di Pirelli Spa ed Amministratore Delegato di Pirelli Tyre, non hanno lesinato orgoglio e definizioni qualificanti per rappresentare quanto i nuovi Cinturato rappresentino nel panorama mondiale delle coperture.

Prodotti studiati e testati con genialità tutta italiana, quelli deliberati dall’eccellente reparto Ricerca e Sviluppo guidato dall’Ingegner Boiocchi: parliamo di pneumatici (assolutalmente all’altezza dei loro predecessori d’antan) in grado di spostare decisamente più in alto l’asticella delle performances attinenti le componenti più importanti che qualunque veicolo possa annoverare. I pneumatici. Le “gomme”. Quelle dotazioni che interagiscono tra il nostro veicolo e le mutevolissime (cantieris docent…) condizioni di aderenza del suolo, in grado di fare la differenza tra il guidare in sicurezza ed il rischio continuativo in ciascuno dei nostri tragitti.

Tre i motivi determinanti per scegliere la qualità Pirelli in questa nuova sfida: i nuovi Cinturato P4 e P6 sono in grado (secondo i parametri europei di riferimento), di permettere un’economia del 3% sui consumi di carburante, pari a circa 450 Euro/anno per le percorrenze usuali attorno ai 50 mila km, riducendo nel contempo gli spazi d’arresto del 10% soprattutto sul bagnato (valori in grado di fare la differenza tra uno spavento ed un’incidente in autostrada…) e le emissini nocive sulla produzione e sull’utilizzo, grazie ad un’attenta strategia di eliminazione delle polveri nocive. La mostra allestita alla Triennale, dedicata alla comunicazione d’antan come alle più recenti interpretazioni del “brief”,  è il giusto compendio ad un evento di cui non mancheremo di trattare nello Speciale Motori Week End del martedì, a partire dal 29 gennaio: oggi come allora il Cinturato Pirelli rappresenta un patrimonio di innovazione tutto italiano (e padano…) di cui è assolutamente piacevole compiacersi. Oggi sono previste le prove sulla pista di Vizzola Ticino: siamo certi che i risultati saranno all’altezza delle dichiarazioni….

Paolo Calovolo