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Sandro
Rosi |
Intervista a...SANDRO ROSI Vorrei presentare a tutti i visitatori di Toons Hill uno dei pochi professionisti nel settore del fumetto e dell'animazione che mette a servizio di tantissimi ragazzi la sua esperienza e i suoi insegnamenti! Patrizia:
Ben arrivato a Toonshill! Iniziamo
con le domande.... P: Sandro Rosi, una vita tra matite, fogli, gommapane e computer... come è cominciato tutto? S:
E' cominciato tutto nel 1969 quando ancora non sapevo cosa avrei fatto
da grande, infatti in quegli anni cercavo la mia strada professionale
passando da un lavoro all'altro come tanti ragazzi di allora, ma anche
di adesso (le cose non sono cambiate molto). Unica certezza, lavorare
divertendomi. Uscito dal Liceo Artistico
ho cominciato a lavorare come disegnatore e come musicista, cercando di
portare avanti le due cose parallelamente. Queste due passioni mi hanno
accompagnato professionalmente fino al 1980 circa, periodo in cui mi accorsi
che con la musica non si guadagnava abbastanza. Decisi così che avrei
fatto il musicista per passatempo, passatempo che mi accompagna ancora
oggi. S:
Il talento è ovviamente necessario ma non basta, bisogna essere prima
di tutto imprenditori di se stessi, studiare il mercato per offrire un
prodotto vendibile e in linea con i tempi. La fortuna viene per ultima
e se c'è non guasta. S:
Lavorare con mio padre mi ha aiutato tantissimo, comunque negli anni settanta
non era così difficile entrare in uno studio di fumettari. Per quanto
riguarda il camminare da solo sono uscito dallo studio di mio padre circa
venti anni fa, da allora ho cercato di spaziare il più possibile lavorando
in vari campi. Nell'editoria realizzando fumetti per la Norvegia, un cartonato
per la Mondatori (Le Avventure di Marina), nell'animazione realizzando spot pubblicitari
e sigle televisive per la Lodolo Film, negli eventi aziendali curando
la produzione e la direzione artistica di multivisioni e video emozionali
per convention, nel multimedia realizzando CD-Rom interattivi per la formazione
e l'intrattenimento, nella formazione in aula tenendo dei corsi sul fumetto
e cartone animato. Devo dire che mio padre mi è stato sempre vicino anche
se per molti anni non abbiamo lavorato insieme. Ora lui sta in "pensione"
(con questo lavoro non si va mai in pensione) ma quando ho bisogno è sempre
pronto a darmi una mano. S:
La realtà, purtroppo, è proprio questa ma io sono ottimista, credo che
per quanto riguarda l'animazione seriale in Italia siamo ancora dei pionieri.
Non esistono studi in grado di offrire una qualità costante costretti
a flussi di lavori discontinui che non gli permettono di avere collaboratori
fissi e di crescere insieme a loro. R)
In parte ti ho risposto prima, c'è da dire che paesi come la Francia hanno
il supporto dello stato che contribuisce notevolmente aiutando le loro
produzioni. S:
A settembre di quest'anno ho chiuso una società che avevo con degli amici
colleghi e ne ho aperta un'altra, durante questo passaggio ho realizzato
la sigla di "Ciak Junior" per Mediaset, alcuni video emozionali (una decina) per la
Johnson & Johnson, un CD_Rom per il Comune di Roma. S:
Di
progetti ne ho pieno un armadio... per fortuna l'entusiasmo non mi ha
mai abbandonato. Concretamente ho in lavorazione due video per un'agenzia
pubblicitaria sto lavorando ad una pubblicazione, sempre per il Comune
di Roma, sui Servizi Sociali. S:Si
il corso va a gonfie vele anche perché è uno dei pochi che utilizza tecnologie
informatiche per la realizzazione dei cartoni animati. A proposito di
questo ti dico in anteprima che è stato approvato un nuovo corso gratuito
di cartone animato come progetto donna per il Fondo Sociale Europeo. Il
corso di 400 ore è aperto a tutte le donne senza limite di età. S:
Purtroppo,
come ti ho detto prima, una volta era molto facile entrare in uno studio
e si poteva imparare la professione lavorando. Oggi la formazione è affidata
alle scuole e come tutte le scuole la loro validità è legata soprattutto
alla bravura degli insegnanti. A parità di insegnante la marcia in più
che hanno i corsi di formazione finanziati è il fatto di avere una selezione
di entrata che permette di scegliere i ragazzi più promettenti e non si
è quindi, costretti a prendere tutti solo perché pagano. Il secondo aspetto
positivo è la frequenza, cinque ore al giorno di lavoro fanno anche di
un mediocre disegnatore un discreto professionista. Ultimo aspetto positivo
sono le attrezzature, utilizzando denaro pubblico gli enti senza scopo
di lucro spendono e quindi investono senza preoccuparsi del profitto.
Il centro dove gestisco i miei corsi, per esempio è attrezzato con nove
postazioni per la coloritura e la post-produzione di cartoni animati e
una per il montaggio video. Ogni due anni circa rinnoviamo le attrezzature
per rimanere al passo con i tempi. S:
E' sempre difficile dare consigli, comunque posso dirti che tutti quelli
che sono riusciti in questo campo avevano alcune caratteristiche in comune.
La passione smodata per questo lavoro, l'umiltà e la serietà professionale.
Quest'ultima credo sia in assoluto una dote indispensabile. Posso assicurarti
che da più affidamento un mediocre disegnatore che rispetta le consegne,
di un bravissimo disegnatore che si fa negare al telefono quando un cliente
lo chiama. S:
Sono felicissimo di avere contribuito, anche se in minima parte, alla
vostra stupenda iniziativa. Fammi sapere se ti fa piacere avere del materiale
dei ragazzi che frequentano il mio corso, sarò felicissimo di collaborare
con voi. Un saluto a tutti e scriveteci |
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