| Cè
da scommettere che pochi pensano a Rovigo come ad una città darte,
anzi ad una vera e propria capitale dellarte italiana. Sarà
quindi una straordinaria scoperta poter ammirare, raccolte in una grande
mostra, le autentiche Meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara
che il capoluogo de Polesine conserva nelle proprie raccolte pubbliche e
private. Ad accogliere questa amplissima rassegna (oltre 150 opere) sarà, dal 22 gennaio al 4 giugno 2006, Palazzo Roverella, lo storico edificio firmato da Biagio Rossetti, restaurato dal Comune di Rovigo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e destinato ad ospitare, dopo la mostra, un nuovo allestimento della Pinacoteca dellAccademia dei Concordi. E proprio dallAccademia fondata dai nobili locali nel 1580 che giunge il corpus centrale delle opere in mostra. La stessa Accademia ha, nel 1982, accolto le splendide opere del Museo del Seminario e anche di questa superba raccolta darte la mostra da conto. Dalle chiese e dagli edifici del territorio, ma anche da numerose, importanti collezioni private, giungono altre opere, testimonianza di una attenzione e di un gusto per il grande collezionismo, colto, aperto e attento ai fatti nuovi dellarte. La mostra, voluta dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con la collaborazione della Accademia dei Concordi, curata da Vittorio Sgarbi con il coordinamento di Alessia Vedova, continua in due sedi cittadine: la neoclassica chiesa di San Francesco, ricchissima di capolavori di scuola ferrarese, e la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta come La Rotonda, interamente rivestita da teleri veneziani. Da qui, un itinerario consentirà a chi vorrà approfondire, il raggiungere pale daltare, affreschi, tele che arricchiscono monasteri, conventi, parrocchiali, ville e palazzi di questa silenziosa e nascosta Terra tra i due Fiumi. Lindicazione Da Bellini a Dosso a Tiepolo, che completa il titolo della rassegna, non è lusuale titolo acchiappattenzione ma lindicazione di un preciso percorso che rimbalza tra linfluenza (e gli artisti) della Serenissima Repubblica e quelli del contiguo Ducato Estense, lungo un ampio arco di tempo, dal XV al XVIII secolo, durante il quale i grandi fatti artistici incalzanti si sono succeduti depositando in questo territorio testimonianze decisamente "meravigliose". E' molto sorprendente, ad esempio, trovare a Rovigo ben due tavole di Giovanni Bellini, che non esistono nei musei di città venete consorelle ben più ricche e importanti, una "'Madonna col Bambino" dai riflessi mantegneschi e un "Cristo portacroce" di temperie giorgionesca, tanto da essere stato attribuito addirittura anche al grande maestro di Castelfranco Veneto. Accanto al grande Giovanni Bellini ecco poi una bella schiera di belliniani come N. Rondinelli, Pasqualino Veneto e i pittori da Santacroce. E' molto sorprendente trovare qui ben due dipinti di Palma il Vecchio, tra i quali una "Flagellazione di Gesù" che rappresenta un momento particolare nell'evoluzione di questo maestro affascinato dalla lezione giorgionesca. Spicca inoltre una Sacra Conversazione di temperie tardo-belliniana. E poi naturalmente in questa zona di confine, ecco le splendide testimonianze dell'arte ferrarese offerte da opere di Dosso e Battista Dossi, di Girolamo da Carpi, dello Scarsellino. Il Cinquecento si chiude dopo il sopravvento dell'egemonia veneziana su quella estense, con mirabili tele di Palma il Giovane e di altri manieristi, opere che conducono in quell'area di pittura inquieta che caratterizza il Seicento Veneto. E di questo secolo problematico qui rimangono meravigliose testimonianze offerte da capolavori di Sebastiano Mazzoni e Girolamo Forabosco e da opere di Pietro Bellotti e Pietro della Vecchia. Poi si giunge alla grande stagione del Settecento veneziano e si incontrano maestri come Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari, Alessandro Longhi. Tra questi dipinti spicca quello straordinario capolavoro di Giambattista Tiepolo che è il "Ritratto di Antonio Riccobono", un unicum nell'attività del pittore, realizzato grazie a committenti rodigini, conosciuto in tutto il mondo. La mostra presenta inoltre una serie di opere appartenenti a chiese del Polesine che rivelano l'appartenenza a lungo dell'area sulla riva sinistra del Po al Ducato di Ferrara e quindi saranno presenti significative pale d'altare di maestri emiliani come Garofalo e Giuseppe Maria Crespi. La successiva presenza della Serenissima si caratterizza principalmente per la singolarissima, fastosa decorazione della Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta La Rotonda di Rovigo, che sarà strettamente collegata alla mostra (unitamente alla chiesa di San Francesco della stessa città, che conserva mirabili opere di scuola ferrarese) per la presenza di un ciclo decorativo di teleri eseguiti dai maggiori pittori del Seicento Veneto. Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara. DA BELLINI A DOSSO A TIEPOLO. Rovigo, Palazzo Roverella, 22 gennaio 4 giugno 2006. Mostra promossa dallAssessorato alla Cultura del Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con lAccademia dei Concordi. Curatore della Mostra Vittorio Sgarbi con il coordinamento di Alessia Vedova; realizzazione: Anonima Talenti. Orario di ingresso: feriali e festivi 9/19; sabato 9/23. Biglietti: intero 9 €; ridotto 7 € (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate); gratuito (bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa). Gruppi (almeno 20 persone) 7 € (gratuito per laccompagnatore); gruppi scolastici 5 € (gratuito per 2 accompagnatori). Visite guidate per gruppi (massimo 25 persone): adulti 70 € - scuole 55 €. Lingresso alla Chiesa di San Francesco e alla Rotonda è gratuito. |