BMW K 1200 R Sport: un cuore, due anime...

Se fosse una vettura di Casa BMW con ogni probabilità sarebbe una sontuosa Serie 6 cabrio… Ed in effetti al primo sguardo la K 1200 R in versione Sport ti trasmette un senso di possenza, di maestosità non comune nel mondo delle due ruote. Merito del passo lungo che promette grande stabilità anche sul velocissimo o delle profilature carenate insinuanti il legittimo sospetto che “là sotto” il cuore debba essere di quelli esagerati quanto a cavalleria? Non sono riuscito a spiegarmelo, forse perché la percezione di trovarmi di fronte ad una moto impegnativa ma gestibile è la prima e la più tangibile, non fosse altro per il troneggiare sul serbatoio dell’elica Bayerische Motoren Werke, Casa che della guidabilità ad ogni costo, per ogni mezzo costruito, ha fatto molto più che una bandiera… Da ferma incute rispetto, non timore. In sella ti lascia il tempo di familiarizzare dandole del “voi”, poi del “lei”, e quando ci si sente pronti a darle del “tu” è tempo di spalancare il gas oltrepassando la fatidica soglia dei 7.000 giri, una linea capace di separare la progressione elastica propria di una gita turistica dalle sensazioni piene, forti ed inebrianti del Gran Turismo più estremo, ambito nel quale K 1200 R Sport si rivela dominatrice incontrastata. Come dire: il cuore dei 163 cavalli cavalcabili con una sella sola, può dipingere i colori di due anime tanto distanti quanto concordi fra loro, rendendo questa due ruote un’espressione di tecnologia quantomai completa. Il mercato italiano (a proposito, si sussurra che per BMW Motorrad il nostro sia il primo al mondo per importanza…) sta già apprezzando parecchio questa nuova realizzazione. Come dargli torto?

Estetica : 8
Quando una Roadster riesce a risultare “cattiva” persino vestendo un sobrio grigio metallizzato, allora vuol proprio dire che ci si trova di fronte ad un esercizio di stile volutamente aggressivo, seppur stemperato da connotazioni eleganti. Ma tantè: della “Sport” non va dimenticata la stretta parentela con le sorelle K 1200 R e K 1200 S da cui riceve telaio, sospensioni e motore. Il segreto del suo look grintoso sta proprio qui: rispetto alla K 1200 R offre quel riparo aerodinamico che le consente di diventare una ottima compagnia di viaggio anche sui lunghi tragitti, una carenatura che la ingentilisce non poco in raffronto all’estetica da “Interceptor” della “R”: un mezzo che Mel Gibson, alias Mad Max, sceglierebbe senza riserve in una versione odierna della saga per combattere i perfidi Mungus… Comunque sia, tra le cose che restano negli occhi e nel cuore, al primo sguardo, c’è senza dubbio il sapiente equilibrio raggiunto tra le linee massicce del telaio e le profilature nel contempo curvilinee e spigolute delle carene come del serbatoio. Il doppio faro asimmetrico anteriore è uno stilema che lascia tranquilli spazzando via ogni dubbio: si tratta senza tema di smentita di una delle migliori componenti la Famiglia BMW Motorrad.

In Sella : 8
Su moto così possenti, in genere, è meglio essere alti e dotati di una buona muscolatura, non v’è dubbio; ma l’ergonomia di cui i tecnici bavaresi hanno dotato la Sport smentisce questo luogo comune ed è, tanto per cambiare, prossima alla perfezione quanto ad altezza da terra della sella ed “apertura” del manubrio. Due fattori che insieme alla posizione ben calibrata delle pedane consentono sin dai primi giri di ruota di avere la situazione sotto controllo senza grossi patemi. Il cupolino è di quelli molto profilati: infilarcisi sotto non è tra gli esercizi più comodi, almeno a tutta prima; basta infatti “giocare” scivolando sul riscontro più arretrato della sella per rendersi conto che l’abbraccio a far corpo unico con telaio e serbatoio è più facile a farsi che a dirsi. E meno male, visto che a “tenere aperto” di 5^ e 6^ le velocità sono di quelle da ritiro di patente per almeno tre generazioni a venire, con una pressione aerodinamica appena fuori dal “cono d’ombra” della carenatura che sconsiglia movimenti inopportuni… Splendida nella sua essenzialità la strumentazione, un mix di analogico e digitale che accontenta, con quadranti ovali e display ben leggibili, gli amanti del “retrò” quanto i patiti del domani. Pochi chilometri stringendo le manopole ed accarezzando le leve di freno e frizione e ci sembra di averla guidata da sempre. E questo, per l’”uomo della strada” come il sottoscritto, è la cosa che conta davvero. Ritrovare intatto a 40 anni il piacere di andare in moto provato a 20 è una soddisfazione che non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard…

Su strada : 9

Nessun dubbio: dopo averla guidata in città, in autostrada, sulle statali veloci come sui tornanti di montagna il giudizio è solo uno. La K 1200 R Sport ha due anime, l’una paciosa ed accomodante e l’altra vigorosa e possente che solo la estrema validità del telaio e delle componenti quali l’assetto ed i freni riescono a conciliare senza far drammi. Il segreto sta nel modulare sempre e comunque il proprio stile di guida alle caratteristiche del percorso e del traffico, cosa semplificata dal fatto di poter disporre, a portata di pollice sinistro, del fantastico programma di gestione ESA che agisce su tre tarature di gestione elettronica della potenza ed assetto (davvero innovative ed efficaci le sospensioni Duolever e Paralever), configurando la K 1200 R rispettivamente in condizione Normal, Comfort e Sport. Per la serie c’è n’è proprio per tutti i gusti… In frenata come in accelerazione, anche forzando l’andatura, questa superba puledra si comporta in maniera sempre intuitiva e prevedibile grazie all’ABS la cui centralina regola anche il provvidenziale Controllo di Trazione: i 163 cavalli al “piano di sotto” non dormono davvero mai e, soprattutto sul bagnato, una volta entrati nell’Eldorado al di sopra dei 7.000 giri c’è bisogno di una “coscienza superiore” che veda e provveda a rendere innocue tanto la perigliosa imperizia quanto l’improvvida esuberanza. In piega il limite è elevatissimo (comunque di molto superiore a quello di un guidatore medio come il sottoscritto) e la sensazione che “ce ne stia ancora” è quantomai  presente. Meglio così: per godersi appieno una moto così ci vogliono tecnica di guida, cuore e cervello. Per divertirmi in piena sicurezza, fortunatamente, di questi ingredienti me ne sono bastati due…