Mitsubishi Lancer Evolution: una splendida ereditiera
Per favore, non chamatela “Evo X”: in Mitsubishi hanno scelto la sola denominazione Evolution proprio per ribadire che, pur rispettando la nobile progenie costituita dalle serie precedenti, questa volta si è decisamente voltato pagina, realizzando una vettura che rappresenta la sintesi estremizzata di tutti i contenuti tecnologici studiati in anni ed anni di ricerca e sviluppo, prove speciali disputate ai quattro angoli della terra e successi di categoria ottenuti tanto nei campionati nazionali quanto in quelli continentali e mondiali. Tra le “parentele” più strette con le abituali protagoniste dei rally, non v’è dubbio che il Gruppo N rispetti più di ogni altro il DNA della vettura di produzione; per questo motivo abbiamo scelto di iniziare la carrellata sulle versioni stradali dall’ultima arrivata, una vettura superba che è stata capace, ancora estremamente “acerba”, di dominare in gruppo già al debutto ufficiale nel Rally di Monza. Così, grazie alla gentile disponibilità dell’Ufficio Stampa MM Automobili Italia edell’Ufficio Stampa Pirelli Tyre, viste le abbondanti precipitazioni di stagione abbiamo “gommato” un esemplare di Evolution in versione MR (la più ricca…) con quattro sorprendenti Pirelli Winter Sottozero Serie 1 e l’abbiamo messa alla prova su ogni tipo di fondo e tracciato, riscontrando un mare di pregi e facendo veramente fatica a tirar fuori qualche difetto, peraltro assolutamente veniale.

Dalla strada alle competizioni e ritorno…
I maggiori e più frequenti successi agonistici non sono mai frutto del caso, piuttosto è doveroso parlare di un percorso di conoscenze accumulate con tenacia e perseveranza nel corso degli anni che, come nel caso della Evolution, costituiscono una solida eredità da investire nell’immediato futuro. Nel 1974 fu la primissima Mitsubishi Lancer 1600 GSR a consentire all’indiano naturalizzato keniota Joginder Singh di aggiudicarsi il massacrante East African Safari Rally, aprendo di fatto l’epopea sportiva della Casa dei diamanti, proseguita nel 1982 con la Lancer EX 2000 Turbo Gr.B a trazione posteriore, capace di un discreto 3° posto al 1000 Laghi, continuando col debutto della trazione integrale sulle interessanti Galant VR4 del 1988 in piena era “moderna” di Gruppi N ed A. Nel 1991 la svolta: con la nascita della 4^ generazione di Lancer, Mitsubishi volta pagina investendo pesantemente sui rally per caratterizzare la propria immagine e dotando le versioni RS e GSR di un motore turbocompresso da 195 cv. Nel 1992 le RS e GSR diventano “Evolution”, con importanti interventi di alleggerimento e potenziamento sino alla soglia dei 250 cv. La Evo II debutta nei rally del 1993: insieme ai cavalli, che ora sono 260, crescono anche passo e carreggiata… La prima vittoria nel Mondiale Rally arriva finalmente nel 1993, figlia di quella Evo III che in versione stradale vanta 270 cv e rapporti ulteriormente allungati. Col passare degli anni anche la linea viene aggiornata: nel 1996 nasce la 5^ generazione Lancer con la Evo IV che, oltre al nuovo propulsore da 280 cv, offre un nuovo cambio con AYC, una nuova sospensione posteriore Multi-link ed una sostanziale maggiorazione di freni e pneumatici. Sono gli anni dei quattro trionfi consecutivi del grande Tommi Makinen nel Mondiale, in parte ottenuti con la Evo IV, in parte con la Evo V, nata nel 1998, che a livello stradale presenta valori di coppia aumentati da 353 a 372 Nm, freni e sospensioni ulteriormente evoluti e carrozzeria modificata. Auto che vince non si cambia, e così per la Evo VI del 1999 i maggiori interventi riguardano soprattutto l’ottimizzazione della carrozzeria in chiave aerodinamica. Altri due anni di successi agonistici e nel 2001 vede la luce la 6^ generazione Lancer (con il design che si manterrà sino alla Evo IX), la cui versione di punta è costituita dalla Evo VII da 285 cv, dotata del rivoluzionario differenziale centrale attivo ACD. Al di là della sfortunata parentesi con le versioni WRC, è con questa generazione di Lancer, in particolare con la Evo VIII del 2003 e con la Evo IX del 2005 che Mitsubishi mieterà negli anni a venire una moltitudine di successi di Gruppo N in tutto il mondo. Giusto prima di salutare l’arrivo nel 2008 della Evolution, corrispondente alla 7^ generazione Lancer. E la storia continua…
Mitsubishi Lancer Evolution : Carta d’identità
La decima versione della Lancer Evo perde la numerazione romana delle precedenti ma introduce significative innovazioni sia tecniche che stilistiche. Pur mantenendo una impostazione a tre volumi, il design è completamente nuovo ed è caratterizzato da linee tese con una grande mascherina frontale trapezoidale ed un minore numero di prese d’aria rispetto al passato. Immancabili i grossi cerchi in lega da 18 pollici e l’estrattore d’aria sotto il paraurti posteriore dal quale si affaccia lo scarico sdoppiato, tornato recentemente in auge. Ricercando la massima leggerezza, l’ala posteriore, il tetto, il cofano motore e i parafanghi anteriori sono realizzati in alluminio. La nuova Mitsubishi Lancer Evolution è offerta in due allestimenti: GSR più spartano e con il cambio manuale a 5 marce ed MR con cerchi BBS, molle Eibach, ammortizzatori Bilstein e freni Brembo con dischi flottanti oltre all’impianto stereo Rockford da 650W, all’interno in pelle - scamosciato, ai bellissimi sedili anatomici Recaro ricaldabili, al navigatore satellitare ed al volante con comandi cruise bluetooth ed audio. Dal punto di vista motoristico la Evolution adotta un nuovo motore due litri turbo con 295 cv a 6.500 giri realizzato interamente in alluminio con un peso ridotto di 12 kg rispetto al precedente. Questo propulsore può essere accoppiato ad un cambio manuale a cinque marce o ad un robotizzato a doppia frizione e sei rapporti SST, con levette in magnesio di azionamento al volante e tre programmi di funzionamento: Normale, Sport e SuperSport. Il telaio prevede sospensioni McPherson all’anteriore e multilink al posteriore ed il sistema di trazione integrale permanente Super-All Wheel Control. Questo sistema, ampiamente controllato dall’elettronica, fa interagire il controllo elettronico della stabilità ASC, il differenziale centrale attivo ACD e il controllo d’imbardata AYC generando tre impostazioni selezionabili da parte del pilota: Tarmac, Gravel e Snow. Su strada la Evolution conferma il suo DNA corsaiolo grazie al brillante propulsore ed al telaio che, anche grazie alla massiccia presenza “elettronica”, garantisce una motricità da primato. La storica chirurgica precisione dello sterzo delle precedenti “Evo” non è andata perduta mentre, tra le due soluzioni di cambio, resta più sportiva e fruibile quella manuale pur se caratterizzata dai soli cinque rapporti a disposizione.
Dimensioni e pesi |
GSR MR |
lunghezza mm |
4505 |
larghezza mm |
1810 |
altezza mm |
1480 |
peso in ordine di marcia kg |
1560 1600 |
passo mm |
2650 |
capacità serbatoio litri |
55 |
Sospensioni
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sospensione anteriore |
McPherson di tipo invertito "upside down" |
sospensione posteriore |
Multi-link |
Freni
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freni anteriori |
dischi ventilati 350mm dischi ventilati 350mm
4 pistoncini (Brembo) in due pz., 4 pistoncini
(Brembo) |
freni posteriori |
dischi ventilati 330mm,
2 pistoncini (Brembo)
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Cerchi e pneumatici
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cerchi in lega leggera |
Enkei da 18“ BBS da 18“ |
pneumatici |
245/40 R18 |
sistema antibloccaggio |
sport ABS/Electronic Brake-force Distribution |
Motore
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tipo |
2.0 litri turbo con intercooler, MIVEC, DOHC, 16v. |
cilindrata cc |
1998 |
potenza kW(CV)/giri min |
217(295)/6500 |
coppia max Nm/giri min |
366/3500 |
velocità max km/h |
240 242 |
Consumi (CEE 93/116)
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percorso urbano litri/100 km |
13,6 13,9 |
percorso extraurbano litri/100 km |
8,3 8,5 |
percorso combinato litri/100 km |
10,2 10,5 |
Trasmissione
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cambio |
Manuale 5 marce TC – SST 6 marce |
Prezzo € 46.500,00 € 54.000,00

Ai più esigenti RalliArt Italy ha dedicato lo Sport Performance
Non vi bastano i 295 cavalli della Evolution di serie? Volete qualcosa di ancora più estremo ma senza scadere nel tuning e persino senza aumentare i consumi? Niente paura: RalliArt Italy ha allestito due tipi di elaborazione denominati Sport Performance 350 e Sport Performance 400, dove (com’è intuibile) le cifre indicano i cavalli di potenza offerti dai rispettivi livelli di preparazione. Riconoscibili esternamente solo dal logo “Sport Performance” ed internamente dalla targhetta nominativa completa di numerazione progressiva, le Evolution SP 350 ed SP 400 costituiscono un vero e proprio salto in avanti quanto a prestazioni, non solo per l’aumento della potenza massima, ma soprattutto per la coppia migliorata oltre a numerosi altri valori tra i quali spicca, (udite, udite!) quello relativo ai consumi, in virtù della superiore efficienza volumetrica ottenuta dai tecnici RalliArt Italy rispetto all’originale. In particolare per la SP 350 è prevista la rimappatura di motore e differenziali, oltre ad una serie di affinamenti che riguardano tanto il “giro aria” quanto l’impianto frenante, con la possibilità di implementare a richiesta l’allestimento con lievi modifiche estetiche e tecniche ad iniziare dalle barre antirollio. La SP 400, dal canto suo, oltre ad una mappatura elettronica più estrema, prevede un diverso scarico specifico, la frizione rinforzata ed ulteriori interventi sull’assetto. Fra le ulteriori opzioni che la clientela ha dimostrato di preferire c’è sicuramente l’antilag (Bang o ALS) ed una centralina Ralliart a tre mappature gestibili dal pilota. Tutti gli esemplari Sport Performance sono realizzati e deliberati a cura della Squadra Competizione presso la Factory di RalliArt Italy di Tavernerio (Como), anche su esemplari nuovi, facendone esplicita richiesta al Concessionario Mitsubishi all’atto dell’ordine. Ma la notizia più ghiotta è che sarà possibile far montare da RalliArt Italy i kit SP anche su tutte le Lancer Evo circolanti, dalla V alla IX compresa…
Le “scarpe” giuste per la Evolution?
Pirelli Winter Sottozero Serie 1 d’inverno e P Zero Rosso nella bella stagione
Una stradale ricca di contenuti come la Evolution merita senza dubbio di poter contare sempre sulla gommatura giusta in rapporto alle condizioni di temperatura e di fondo stradale. Assodato che per la bella stagione le Pirelli P Zero Rosso costituiscono una scelta perfettamente confacente alle caratteristiche di potenza, direzionalità e motricità offerte dalla vettura, d’inverno le cose cambiano parecchio. Iniziamo col considerare che quando la temperatura esterna è uguale od inferiore a 7° centigradi le normali coperture perdono le loro caratteristiche di aderenza, il coefficiente di attrito precipita e la guidabilità della vettura differisce profondamente, nel migliore di casi mortificandone le prestazioni, nel peggiore esponendo gli occupanti a rischi assolutamente inopportuni… Se a questo aggiungiamo che in caso di neve, com’è accaduto ripetutamente nelle scorse settimane, ad appena 40 km/h la frenata di un’auto con pneumatici invernali si riduce fino al 50% (e con la pioggia a 90 km/h si riduce fino al 15%), risulta chiaro che la scelta degli “invernali” giusti è di fondamentale importanza, soprattutto con quasi 300 cv a disposizione. Consigliati dal Reparto Esperienze della Pirelli abbiamo così dotato l’Evolution di quattro Winter Sottozero Serie 1 (le Serie 2 sono più indicate per le Gran Turismo che su asfalto asciutto richiedono un tassello più rigido…), coperture che si sono rivelate assolutamente efficaci in ogni condizione di fondo affrontato. Ad esempio, raggiungendo Livigno in condizioni di innevamento totale della strada, dove, staccando opportunamente i controlli elettronici e mantenendo la maggior ripartizione sul posteriore (programma Tarmac del cambio TC – SST) abbiamo riscontrato una possibilità di inserimento in curva dell’avantreno assolutamente affidabile e oltremodo rassicurante, con una motricità a tutto tondo in uscita di curva garantita da un grip sul posteriore di ottimo livello, cosa che ci ha permesso di gestire in piena tranquillità tutti i raggi di curva in sbandata controllata. Come dire, divertimento e sicurezza con le gomme giuste sono possibili anche in condizioni estreme. Certo, sul ghiaccio vivo della pista ai piedi del monte Forcola, sede dell’Ice Driving School gestita da Oliviero Bormolini (guarda caso anche lui ha scelto le Evolution per l’effettuazione dei corsi…) la mancanza di chiodi si fa sentire eccome, ma, se non si esagera con le velocità, girare “spazzolando” allegramente è comunque possibile a patto di ripartire più centralmente la motricità (programma Gravel…). Differente è il discorso sull’asfalto ghiacciato trovato spremendo a fondo la Evolution nell’arrampicarci da Biella a Oropa, tracciato che un tempo fu teatro di una bellissima gara dell’Europeo della Montagna di Velocità in salita: qui le Winter con la loro mescola morbidissima ed i tasselli flessibili dal disegno asimmetrico hanno dato il meglio, consentendo di gestire in lieve sottosterzo tutte le lastre di verglas, con la rassicurante impressione (fattasi presto certezza) di poter contare, da metà curva in poi, su un appoggio talmente affidabile da poter spalancare il gas infilando marce a ripetizione, sul filo di sovrasterzi lunghi e ben disegnabili. L’apoteosi l’abbiamo poi raggiunta percorrendo i 23 km del San Bernardino, tra Garessio ed Albenga, contraddistinti da un’asfalto freddissimo e bagnato con improvvise lastre di neve non ancora sciolta nei punti più in ombra: anche sulle staccate asfalto – neve è stato sufficiente alleggerire leggermente sul pedale del freno per poterci sempre garantire decelerazioni importanti, precise e ben modulabili. Al resto del godimento ci ha pensato il programma di gestione elettronica di motore e differenziali “Super Sport”. Sensazioni appena un gradino sotto quelle di un Gruppo N in prova speciale… |