Suzuki Swift Sport: veloce e accessibile…

Testo: Paolo Calovolo
Foto: Mario Rossi

Santuario di Oropa (Biella) – Nel panorama rallistico attuale si tratta sicuramente della vettura più interessante, sia sotto il profilo prezzo – prestazioni, che sotto l’aspetto propedeutico e formativo che è in grado di offrire a chi la sceglie. La Suzuki Swift Sport, 1600 di cilindrata e 125 cavalli ben dimensionati in rapporto ai 1100 kg di peso, rappresenta in effetti l’unica vera possibilità di acquisto per chi abbia voglia di guidare un’automobile “tecnica” dotata di un elevato livello di affidabilità e contenuti, con un prezzo al di sotto dei 16.000 Euro. Un’auto nata modernissima, che trova la sua naturale destinazione nel pubblico giovane più competente, oltre naturalmente all’impiego rallistico rappresentato in gran parte dall’omonimo Trofeo, che peraltro prevede un capitolato tecnico vicinissimo alla serie. Per farcela “raccontare” abbiamo scelto proprio tre protagonisti di questo combattutissimo campionato, spaziando dai “duellanti” Roberto Sordi e Milko Pini che si sono disputati la vittoria finale ed ascoltando anche il parere di Omar Bergo, giovane talento in procinto di “sbocciare” agonisticamente.

Roberto Sordi
Quarantun anni, detentore del Trofeo Suzuki, essendoselo aggiudicato con autorevolezza nel 2008, il valdostano Roberto Sordi è il classico talento cresciuto a suon di battaglie nei monomarca più impegnativi, affrontando sfide molto formative che spesso lo hanno visto prevalere su avversari particolarmente agguerriti. Nel Trofeo 2009 rimane l’uomo da battere…
“Trovo la Swift perfetta per i giovani che desiderino una vettura esteticamente bella con qualche cavallo di razza sotto il cofano. La posizione di guida mi piace per la possibilità di regolazione verticale, ed essendo alto è molto apprezzabile. Esattamente come la posizione della pedaliera e la leggibilità della strumentazione, con temperatura acqua e contagiri sempre sotto controllo. A livello dinamico, lo sterzo è molto reattivo ed è un ottimo compromesso tra leggerezza e sensibilità. Il cambio ha degli innesti precisi con un’escursione della leva ragionevolmente ridotta, affidabile anche dopo molti chilometri di speciali e quindi figuriamoci per l’utilizzo stradale; ma il vero punto di forza di questa vettura, secondo il mio parere, sono i freni: molto potenti e ben modulabili, con un’azionamento del pedale veramente vicino a quello della vettura da gara, conseguenza logica del fatto che gli impianti, materiali di attrito e fluidi a parte, sono identici. Altro punto di forza sono i cerchi da 16” che permettono di montare una gomma molto ribassata come le Yokohama A 048 che usiamo in gara pur essendo omologata anche per l’utilizzo stradale. Il risultato è un’assetto molto preciso, merito anche delle sospensioni che presentano una taratura abbastanza rigida senza pregiudicare eccessivamente il comfort. Il punto è che, grazie anche al motore bello pieno di coppia e dotato della giusta potenza, questa è una macchina che va imparata per gradi. Lo dico soprattutto ai giovanissimi che sovente vedo guidare in maniera sinceramente al di sopra delle loro possibilità “tecniche”. Se è vero che la Swift ha un telaio sovradimensionato capace di consentire percorrenze di curva decisamente superiori a tutte le sue concorrenti più obsolete, è altrettanto vero che su strada aperta occorre sempre tenersi un buon margine di sicurezza per poter gestire le manovre di emergenza con la giusta consapevolezza e la relativa tranquillità.

Milko Pini
Nato a Borgo val di Taro, ma professionista della Guida Sicura dal ’95 nell’ambito del Centro gestito dai De Adamich in quel di Varano de’ Melegari dove abita, Milko Pini è un pilota privato di lungo corso nonostante i 36 anni appena compiuti, abituato alle sfide quanto alle vittorie, capace di cogliere lo scorso anno la terza piazza assoluta nel Trofeo Suzuki:
“Ritengo che la Swift Sport stradale sia il giusto compromesso tra qualità e prezzo, viste le prestazioni che offre, ma soprattutto è una macchina con dei consumi ottimi anche se utilizzata su strade di montagna. Quindi io mi sentirei di consigliarla a quella fascia di persone giovani che hanno nel loro DNA la guida sportiva e divertente. L'estetica mi piace, specialmente la parte anteriore è molto accattivante, ma non è da meno anche il posteriore con i suoi due scarichi in bella evidenza e l'alettoncino sul portellone. L'abitacolo risulta molto spazioso nei posti anteriori mentre sono un po' sacrificati quelli posteriori, con una strumentazione semplice ma tutta a portata di mano. Il comfort di bordo è quello di una sportiva: bei sedili avvolgenti e abbastanza rigidi, ma credo che per chi decida di fare un'acquisto di questo genere il comfort non sia la preoccupazione principale… L'impostazione di guida mi fa impazzire: arretrata e piuttosto bassa, proprio come quando la uso nei rally, ma in grado nello stesso tempo di offrire una grande visuale. Il cambio è molto preciso anche quando si adotta una guida sportiva e con condizioni di fondo estreme, e va rimarcato il giusto rapporto tra una marcia e l'altra con una perdita di giri minima. La pedaliera è stata curata nei minimi particolari, basti a guardare il colore alluminio che ricorda molto quelle da gara. Il motore è il punto di forza di questa macchina: è un motore da 1600cc  con una potenza di circa 125 cv e una coppia abbastanza bassa, il che ti permette di sfruttarlo al meglio anche ai bassi regimi. Queste qualita fanno sì che la Swift Sport sia tra le "sportive" più interessanti tra quelle attualmente sul mercato. La macchina nel suo complesso ha un comportamento ottimo, anche se il suo baricentro piuttosto "alto" la penalizza un po’, specialmente nei curvoni  lunghi con molto appoggio, creando un leggero sottosterzo in parte alleviato dai cerchi da 16"; in compenso è ottimo il comportamento nel misto lento e guidato, in discesa come in salita. Pensando alla sua stretta parentela con la vettura da Trofeo, mi sento senz’altro di consigliare questo campionato a tutti i giovani che vogliano iniziare per imparare davvero ad andare forte: oltretutto è organizzato da persone molto competenti e serie in tutto e per tutto. Sicuramente io consiglio questo trofeo ad un giovane che vuole fare esperienza nell’ambito di gare belle e tirate, ma soprattutto ritengo che sia molto formativo perchè ti insegna ad usare una macchina praticamente di serie ed a saperla sfruttare in tutto e per tutto. Nel 2009 ripeterò questo campionato che vorrei vincere: l'anno scorso mi sono classificato 3°assoluto anche per colpa di due ritiri e quindi quest'anno parto con la speranza di migliorare il risultato fatto, consapevole però che gli avversari, anche quest'anno, saranno molti e tutti molto competitivi. Continuerò con la Treviso Rally Team, una scuderia a cui devo tanto, e la macchina sarà gestita dalla Europea Service di Marco Soliani e Gianni Assirati, con l’appoggio della concessionaria Rocchi e Vitali.

Omar Bergo
Biellese di belle speranze e figlio d’arte (suo padre Claudio oltre ad essere un buon gentleman driver è il Delegato Provinciale CSAI nella capitale del tessile), Omar Bergo ha nel virtuoso passato kartistico e nella voglia di emergere le sue carte migliori da giocare in vista di una stagione 2009 che lo vedrà nuovamente impegnato nel Trofeo Suzuki, con la vettura preparata dall’Auto Sport Italia di Billy Simoni per i colori della concessionaria Autojunior gestita dall’entusiasta Milva Uberti Bona, una vera innamorata delle competizioni avendo vinto con Sordi lo scorso anno.
“L’estetica, giudicata coi miei occhi di ventunenne, è assolutamente sportiva, grintosa e accattivante. Non altrettanto si può dire della posizione di guida che presenta una seduta piuttosto alta: se nella conduzione in città va benissimo perché offre una visuale molto completa, guidandola in maniera più divertente il volante risulta posizionato troppo in basso e oltretutto è regolabile solo in profondità. Ma questo può essere considerato solo un piccolo neo nel complesso di una vettura assolutamente riuscita sotto ogni punto di vista. Rimanendo nell’abitacolo, infatti, va detto che la strumentazione offre un look piacevolmente essenziale ed una lettura molto facile, così come l’ambiente, pur essendo di impronta sportiva, è molto silenzioso, cosa che nei lunghi viaggi non guasta affatto. La pedaliera è di quelle “giuste”, antiscivolo e ben dimensionata anche per gli amanti del punta tacco e del “sinistro sul freno”, anche se conviene adottare questa tecnica solo sul bagnato, perché l’assetto è talmente buono che per divertirsi basta farla scorrere a dovere… Come guidabilità trovo azzeccata la taratura delle sospensioni, abbastanza rigida ma a suo agio anche sullo sconnesso e comunque un ottimo compromesso tra utilizzo urbano e sportivo. Sulle staccate il pedale del freno è prontissimo e bisogna farci un po’ il “piede” per capire quanto l’impianto nel suo complesso sia efficace soprattutto nelle decelerazioni più impegnative. Il motore, per essere un “millesei” è molto elastico con un buon compromesso tra prestazioni e comfort e non richiede un uso frenetico del cambio, anzi: grazie all’appoggio garantito dall’assetto è bene utilizzare marce alte disegnando traiettorie pulite. Di coppia ce n’è abbastanza per affrontare in scioltezza tutti i raggi di curvatura ed il sottosterzo è ben gestibile e ci si può “giocare” per andar forte senza patemi… Per concludere vorrei sottolineare la validità del cambio: ben spaziato nei rapporti e veloce quanto preciso negli innesti: l’ideale per chi voglia godersi le prestazioni che una vettura come questa è in grado di regalare…”


La gomma giusta per la Swift Sport si chiama Yokohama A 048


Uno dei punti di forza del Trofeo Suzuki è senza dubbio la scelta di adottare pneumatici con un ottimo rapporto qualità – prezzo, quali risultano essere le A 048 griffate Yokohama. Oltretutto queste coperture, disponibili in differenti mescole adattissime anche ad affrontare le condizioni più estreme di asfalto bagnato, hanno l’innegabile pregio di essere omologate per l’utilizzo stradale, fattore sicuramente in grado di esaltare le già ottime caratteristiche di assetto della vettura. Se ci aggiungiamo che le coperture “Trofeo” costano poco più di 80 Euro l’una, si comprende agevolmente come, anche in questo caso, la migliore qualità al prezzo più conveniente sia realmente possibile…