Renault Clio: Rallysticamente Sportiva

I servizi dedicati alle “parentele da rally” non potevano certo prescindere dalla vettura simbolo della specialità, soprattutto per i privati, che dall’inizio degli anni ’90 ad oggi, in tutte le sue evoluzioni, non ha mai smesso di dimostrarsi una protagonista vincente. In casa Renault il nome Clio evoca sicuramente successi commerciali di importanza strategica quanto la bandiera agonistica più sventolata dalla Casa francese che, per inciso, non ha mai scordato l’importanza di impegnare nelle competizioni le sue “compatte”, quale sinonimo di sportività ed affidabilità utile a raggiungere il pubblico più giovane e dinamico, consolidando un’immagine che le vetture le fa vendere eccome...
Ripercorrendo la storia sportiva Renault più recente, non si fatica a comprendere quanto la Clio Renault Sport “Light” protagonista di questo servizio abbia ereditato in termini di cultura sportiva dalle sue progenitrici: la Coppa Renault 5, nata negli anni ’70, fu un monomarca “pistaiolo” di straordinario successo e caratura internazionale, capace di forgiare e far emergere ad armi pari i giovani talenti dell’automobilismo che negli anni successivi furono primattori in moltissimi campionati, scalando le tappe dell’Automobilismo financo giungendo alla Formula 1, come l’eclatante esempio di Mauro Baldi ci testimonia. Ad esserne protagoniste furono dapprima le TS 1300, poi aggiornata in Alpine 1400 e via via evoluta in Alpine Turbo e 5 GT Turbo: vetture che interpretavano superbamente i due concetti base propri di ogni trazione anteriore che si rispetti, ovvero la fruibilità dell’assetto e l’efficacia della motricità. Passando ai rally, come non ricordare la strepitosa prestazione delle Renault 5 Alpine Gruppo 2 nell’innevatissimo Montecarlo del 1978 dove Jean Ragnotti e Guy Frequelin colsero rispettivamente il secondo e terzo posto assoluto dietro a Jean Pierre Nicolas con la 911? Quella gara dimostrò al mondo che nelle condizioni più estreme di motricità le “baby” di casa Renault non conoscevano rivali, permettendosi persino il lusso di battere sonoramente gli squadroni Fiat (131 Abarth), Lancia (Stratos) e Ford (Escort RS) in lizza per il Mondiale. Fu proprio quel memorabile risultato a convincere Renault a perseverare sulla via dei rally, giungendo a sviluppare ai limiti delle sue possibilità la 5 in gruppo 4 ed in gruppo B con la Turbo 1, la Turbo 2 e la Maxi Turbo trionfatrice in Corsica nel 1985 davanti a Lancia 037, Peugeot 205 Turbo 16 ed Audi Quattro S2. Ma questa è un’altra storia… Tornando alla “discendenza”, il secondo capitolo della saga dedicata ai “privati da rally” è targata 1991 con il debutto della prima versione corsaiola realizzata su base Clio, quella Williams che deve il nome ai successi riportati in F1 dal motore francese sull’omonimo telaio inglese, ma che furono le corse su strada a consacrare quale regina di fine ed inizio millennio, tanto in Gruppo N che in Gruppo A. La Clio Renault Sport “Light” che abbiamo provato è veramente la sua degna erede, ovviamente attualizzata con le migliori tecnologie attualmente a disposizione: assetto impeccabile nel misto stretto quanto affidabile e tranquillizzante sui curvoni da 200 all’ora, motore di 1998 cc. (vivaddio aspirato…) da 200 cavalli pieno ed elastico da sfruttare fino all’ultimo giro di rotazione utile, cambio ravvicinato a 6 rapporti assolutamente perfetto ed in grado di scatenare la libidine di qualunque pilota degno di questo nome e… assenza sostanziale di spoiler ed alettoni per tenerla schiacciata a terra quando le velocità si fanno importanti e l’adrenalina sale. Già, perché a renderla veramente un concentrato di grande tecnologia sportiva ci ha pensato lo studio aerodinamico effettuato dai tecnici di Dieppe, che è stato in grado, tra estrattori laterali e diffusore posteriore, di crare la depressione necessaria a incollare a terra la vettura con rara efficacia e progressività, ovviamente sul veloce. Tra le 4 versioni offerte, con l’RS 2.0, l’RS Luxe e la F1 Team, questa “Light” ci è piaciuta moltissimo proprio per il suo allestimento spartano (unica concessione i vetri elettrici…) che la rende agile, sicura e divertentissima da guidare. Il tutto a 21.550 “euri”. E per capire se anche i suoi “protagonisti da rally” la pensano come noi, abbiamo coinvolto il vincitore del combattutissimo Trofeo Rally Clio 2008 Roberto Vescovi, il Responsabile delle Attività Sportive Renault Gianmaria Dolci ed il tuner Mario D’Ambra. Senza dimenticare i commenti di due figli d’arte che la Clio l’hanno fatta “cantare” con successo sui palcoscenici internazionali: Alessandro Bettega e Luca Betti.

Roberto Vescovi: Un’automobile che consente di migliorare i propri limiti in sicurezza

Roberto Vescovi da Berceto, trentasette primavere molte delle quali impiegate nei trofei monomarca ad esprimere al meglio il proprio talento rallystico, sulla Clio Renault Sport Light ha le idee piuttosto chiare, avendoci vinto il combattutissimo Trofeo con la compagna (di abitacolo e nella vita) Giancarla Guzzi, avendone vinta una come montepremi finale ed avendone utilizzata un’altra come muletto…
“ Premesso che vincere questo campionato, molto valido per la serietà dimostrata da Renault Sport nelle verifiche e nella gestione complessiva, è stato particolarmente difficile visto il livello di competitività di molti teams e piloti avversari, posso testimoniare senza dubbi di sorta che stiamo parlando di una vettura validissima sotto ogni punto di vista. La stradale ha un assetto fantastico, con un inserimento particolarmente preciso: Renault Sport ha fatto un ottimo lavoro sulle sospensioni, tanto che persino mollando il gas di colpo sui curvoni veloci la Clio non si scompone più di tanto. L’estetica, poi, la trovo assolutamente riuscita: è “cattiva” e ben proporzionata nei suoi volumi, con tocchi di assoluta sportività come i passaruota allargati che la rendono simile ad una Super 1600, gli estrattori laterali, il diffusore posteriore e persino i cerchi da 17” con le pinze freno a vista. L’abitacolo è giustamente spartano ma non manca nulla di fondamentale, con i sedili che trovo comodi ed avvolgenti al punto giusto, anche per i passeggeri posteriori, tanto che dopo averci fatto anche 500 km si scende ancora “freschi” e non affaticati. L’unico aspetto che potrebbe essere migliorato riguarda la regolazione del volante: per trovare la posizione di guida perfetta occorrerebbe poter disporre anche della regolazione in profondità e non solo in altezza. Motore e cambio, certamente, oltra all’assetto sono i pezzi forti della RS: il propulsore ha una gran coppia e tira bene fino in alto, anche se si avverte una “pausa di riflessione” nell’erogazione tra i 4.400 ed i 5.000 giri. Il cambio è quanto di meglio un appassionato possa desiderare: un vero ravvicinato con innnesti corti, veloci e precisi; forse ci starebbe bene una sesta più lunga, ma si tratta di finezze… I pneumatici Pirelli Pzero li trovo assolutamente perfetti per esaltare tutte le potenzialità di questa splendida vettura. Vorrei concludere con un cosiglio per i più giovani: la RS è una vettura molto tecnica che, se da un lato consente di migliorare il proprio limite in assoluta sicurezza, dall’altro non dà l’idea della velocità e le curve arrivano molto in fretta. Per conoscerla meglio, progressivamente, non fatelo su strada aperta al traffico ma sin pista: oltre al divertimento assicurato, gli eventuali errori avranno conseguenze minime…

Gianmaria Dolci: Renault continua a credere nello sport e nell’accessibilità dei prodotti sportivi
Dalle parole di Gianmaria Dolci, Responsabile delle Attività Sportive e dei Saloni di Renault Italia, non può che trasparire grande soddisfazione per l’ennesima perla che Renault Sport ha infilato nella sua collana di automobili sportive e da competizione realizzate in decenni di attività.
“E’ proprio la fiducia che i piloti storicamente nutrono nei confronti della nostra politica sportiva ad aver decretato una massiccia partecipazione al Trofeo sin dalla prima edizione ed il conseguente successo. Ma a questo va aggiunto che la vettura è stata concepita per essere affidabile, divertente e decisamente veloce, dotata com’è di innumerevoli accorgimenti tecnici di prima grandezza che riguardano l’assetto come il motore, l’aerodinamica quanto l’impianto frenante, il cambio come la distribuzione dei pesi. Poi non va dimenticato che Renault ha sfruttato per prima le opportunità offerte dal regolamento di Gruppo R, che offre la possibilità di correre ad alto livello con costi bassi. Noi crediamo tanto nello sport quale veicolo di accreditamento presso il pubblico, giovane e non, quanto nell’offerta di una macchina stradale con un look decisamente accattivante e con delle alte prestazioni ad un basso costo. Il mercato delle sportive in europa è in netta espansione e, seguendo con coerenza questa politica, ci ha indubbiamente premiato sulle vendite. Clio Renault Sport nelle sue quattro versioni è oggettivamente la vettura sportiva più desiderata nella sua categoria.

Mario D’Ambra: sarebbe un’ottima base anche per il Gruppo N

Ottimo pilota degli anni ’80 e ’90 e successivamente preparatore di livello dal 1992, Mario D’Ambra, ha iniziato il suo “percorso Renault” nel 2000 con la prima Clio Gr.A ed infilando negli anni successivi un numero significativo di successi tanto di categoria che assoluti. E’ stato tra i primissimi a cimentarsi con l’allestimento della R3 ed è un profondo conoscitore anche della Clio Renault Sport stradale, avendola scelta come vettura di tutti i giorni.
“E’ una vettura con un sacco di pregi, ad iniziare dall’assetto che è paragonabile a quello di una vettura da rally di pochi anni addietro. Posizione di guida senz’altro eccelente, ma manca il volante regolabile in profondità; dove mi piace particolarmente è nel motore: pieno dai regimi più bassi sino a quelli più elevati, ed il piccolo “buco” tappena sopra i 4.000 giri è facilmente risolvibile con una semplice messa a punto di elettronica, ottenendo così un gioiello di propulsore come ce ne sono pochi tra gli attuali aspirati. Nel complesso il rapporto qualità prezzo mi sembra decisamente buono e la consiglierei a dei “giovani intelligenti”: putroppo son tutti convinti di saper guidare ma non è così, e gli errori con questa vettura si pagano cari… Tornando alla vettura, va detto che meccanicamente è fatta molto bene, con soluzioni e materiali di alta qualità, ma non c’è da stupirsi, vista la tradizione sportiva di casa Renault. Inoltre sono convinto che se qualcuno ci crede, lavorandoci a fondo per svilupparla a dovere, può diventare anche una bella Gruppo N, in grado di vincere specialmente nelle gare veloci e con poche “ripartenze” da inversioni o tornanti stretti. Anche perché di base già la stradale vanta un’affidabilità a tutto tondo, quindi sono convinto che si potrebbe scavarne il limite di regolamento in molte direzioni e la vettura risponderebbe benissimo…

Alessandro Bettega: Renault Sport sulle trazioni anteriori è sempre ai massimi livelli

Alessandro Bettega, ventottenne trentino di Molveno dove gestisce l'hotel di famiglia, è figlio dell’indimenticabile Attilio, il più grande interprete delle vetture a trazione anteriore “moderne” che l’Italia abbia mai avuto, capace persino di “saparare” un assoluto con la Fiat Ritmo Gr.2 sul mitico Col du Turini in coppia col “maestro” Mario Mannucci.  Ma soprattutto Alessandro è un grande protagonista del Campionato Mondiale Rally Junior dove, con la Clio R3 Treviso Rally Team preparata dalla Power Car di Munaretto nel 2008 è stato secondo in Sardegna e Catalogna e terzo in Gemania.
Cosa pensi della RS Light e delle versioni R3?
La vettura stradale è assolutamente fantastica, almeno rispetto al panorama delle sue concorrenti. Per quanto riguarda le versioni racing, pur non correndo nel Trofeo R3, mi sembra un bel campionato, con premi elevati e grande competitività, il massimo soprattutto per quei giovani che vogliono confrontarsi con piloti più scavati e che corrono da molto. Utile anche per formarse una mentalità vincente, abituata a non mollare mai e mettersi sempre in discussione. Io come l'anno scorso farò il Campionato Mondiale Under 28, quindi riutilizzerò la macchina per il secondo anno consecutivo. Trattasi di una grande vettura, che è recente ma sta crescendo molto, quest'anno avrà nuovo motore, freni ed altri particolari, i quali dovrebbero permettere di avvicinarsi alle prestazioni delle super 1600. Renault Sport ha sicuramente prodotto una macchina dai costi equi, con un grande assetto e un buon motore. Ideale per crescere, per imparare a gestire una macchina da corsa e soprattutto, per i più esperti, fare dei risultati.Già l'anno scorso nel Mondiale Junior si poteva puntare al podio, quest'anno, come ho detto sopra, la clio dovrebbe essere ancor più veloce. Per conlcudere dico che Renault sport, nelle vetture a trazione anteriore, si è sempre contraddistinta per i propri prodotti di gran livello.

Luca Betti: Spettacolare, divertentissima, promossa a pieni voti!
Figlio d’arte, il padre Andrea fu Campione Italiano nel 1980 su Lancia Stratos, Luca Betti (trentunenne di Cuneo con residenza ad Aosta, una laurea in Economia e Commercio e tre lingue parlate correntemente) con la Clio RS finora ci ha corso poco ma ad altissimi livelli, visto che a Montecarlo vince fra le vetture a due ruotemotrici e si classifica ottavo assoluto, regalando all’Italia rallystica una delle più belle soddisfazioni degli ultimi tempi.
Luca tu la RS l’hai fatta danzare sulle nevi del “Monte”, merito sicuramente tuo ma la base della vettura stradale com’è?
Guarda, per essere pratico, mi va di darle dei voti in pagella. Estetica: è accantivante, aggressiva, bella larga, voto 8.  Abitacolo e strumentazione: essenziale, pratico, funzionale voto 7. Comfort di bordo: buon compromesso tra comodità e sportività voto 7. Posizione di guida: mi piacerebbe se si potesse scendere un po', io sono alto.. voto 6 . Cambio: manovrabilità e rapporti precisi e veloci voto 8. Pedaliera: sportiva e rapida, voto 7. Motore (range di utilizzo e potenza): buon tiro, tanta potenza in alto, un po' meno in basso, voto 7.  Comportamento dinamico: spettacolare e divertente, un piacere guidarla, voto 9
E il tuo giudizio sul Trofeo e sulla R3 che utilizzi in gara?
La formula del Trofeo con un auto così competitiva e professionale è ottima. Renault sport sia Italia che Francia è molto seria e disponibile. Attualmente credo che il trofeo rappresenti in Italia (e adesso anche nel West Europe) un ottimo compromesso di livello/costi per correre L'R3 è ottima per prepararsi a una Super 2000 e se Renault Sport facesse un Super 2000, magari con la bellissima Megane coupè, sono convinto che riuscirebbe a dare alla clientela sportiva una rosa di prodotti da corsa realmente completa.  
Tuoi programmi 2009 ?

Disputerò il Campionato Europeo con una Super 2000 puntando a grandi risultati.