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Un apicoltore inventa l’"Occhio di gufo" dolce tipico della Valgrande al sapore di miele e castagne
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Verbania 25.07.2003
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E’ Angelo Sommaruga, noto apicultore verbanese, il padre del dolce tipico della Valgrande l’area wilderness più estesa d’Italia, già battezzato "Occhio di gufo", in onore ai numerosi rapaci notturni della valle, e con tanto di ricetta depositata alla Camera di Commercio di Baveno. Gli ingredienti del dolce, per ora ancora in fase di sperimentazione, appartengono tutti a prodotti tipici della tradizionale economia di montagna della Valgrande, ed esattamente, farina di castagne, burro, latte, nocciole, miele e qualche lacrima di grappa al miele, anche lei prodotta in Valgrande. Il creatore del dolce, agronomo noto nel verbano e già assessore comunale alla Pubblica Istruzione, con quel dolcetto che, ultimate le prove, spera sarà prodotto da qualche pasticceria della zona, intende rivalorizzare, nel verbano, l’utilizzo della castagna, e, con la loro racolta, anche una maggiore frequentazione e pulizia delle zone collinari, dove i castagni abbondano. Secondo Sommaruga "in Valgrande il castagno è una pianta che può dare una resa, come avviane in Pesi a noi vicini, come la Svizzera, sarebbe opportuno ripensare a quelle attività agricole che, da noi, ormai sono state abbandonate. Occore una rivisitazione di quell’economia tradizionale contadina di montagna, che un tempo era trainante e si basava prevalentemente sulla castagna, sulla raccolta, sulla essicazione e sulla macinazione, sino a ridurla in farina. Una rivisitazione di quell’economia che si reggeva proprio sui frutti di quella pianta piuttosto che sulla nocciola, significherebbe anche di abbandonare il bosco". Fatto questo ritenuto, da tempo significativo, alla luce anche delle difficoltà di manutenzione delle grandi quantità di terreno boscato del Verbano Cusio Ossola. La carenza di manutenzione, infatti, è una delle concause dei numerosi incendi che, ogni anno, bruciano decine di ettari di bosco.
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