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Dal rapporto congiunturale dell’Unione Industriale nel Vco aumenta l’occupazione nonostante l’incertezza
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Verbania 25.07.2003

L’indagine congiunturale per il terzo trimestre 2003 conferma la situazione di incertezza economica che ha caratterizzato l’ultimo anno, e contemporaneamente, fa emergere alcuni miglioramenti, soprattutto in relazione alla produzione e agli ordinativi, così da lasciare intravedere una positiva evoluzione dell’andamento economico, che, comunque, risente ancora dell’instabilità a livello nazionale ed internazionale. Si conferma la crescita della variabile occupazionale, che pur mantenendosi ancora in campo negativo al –9,0% risulta migliore rispetto all’ultima rilevazione (-9,7%) e rappresenta il miglior dato degli ultimi 12 mesi. Continua inoltre la discesa (da 14,6% a 11,3%) della percentuale di aziende che prevede di diminuire il livello occupazionale, mentre aumenta all’86,4% la quota di chi pensa di mantenere tale livello costante. Quanto alla previsione relativa al ricorso alla cassa integrazione guadagni, si riscontra un lieve aumento da 7,3% a 9,3%.
Relativamente alla produzione industriale, si raggiunge nuovamente un saldo ottimisti - pessimisti positivo, pari al 2,4%. Correlato all’aumento della produttività, anche il grado di utilizzazione degli impianti torna leggermente a salire, da 68,7% a 70%.Altri risultati significativi riguardano gli ordini: sale dal 5,0% al 7,2% il saldo ottimisti-pessimisti sugli ordini totali, e viene addirittura annullato il dato negativo relativo agli ordini export, che passa dal –11% dell’ultima rilevazione a 0%.
Dall’esame dei dati expost si rileva un peggioramento nella percezione della competitività delle aziende locali nei confronti dei concorrenti esteri sia sul mercato estero - da 15,6% a 29,4% - sia su quello interno - da 8,5% a 17,9%. Dati sostanzialmente in linea con l’ultima rilevazione si riscontrano relativamente agli investimenti per ampliamenti (19,2%) e alle aziende che non vogliano effettuare nessun investimento (42,5%), così come viene confermata la difficoltà a reperire mano d’opera specializzata (52,4%) e generica; dato quest’ultimo in aumento ulteriore rispetto a tre mesi fa (18,6% contro 12,5%).
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