Grazie ad Iveco ritorna su strada il mito della Campagnola

Aosta - Dopo oltre vent'anni rinasce con il marchio Iveco la storica Campagnola, il fuoristrada della Fiat più amato d'Italia, che venne prodotto, in versioni diverse, dal 1951 al 1987. Con il lancio della nuova Campagnola Iveco amplia l'offerta con un modello specifico per il trasporto persone, senza rinunciare alle caratteristiche di vero fuoristrada che decretò il successo della sua progenitrice: telaio a longheroni, trazione integrale, elevata mobilità e capacità di disimpegno su tutti i terreni, in più, aggiunge quelle qualità di comfort e di guidabilità richieste da un moderno fuoristrada. Erede della tradizione Fiat nel settore, la nuova Campagnola è una versione speciale e numerata dell'Iveco Massif che è stato concepito per applicazioni fuoristrada professionali. Campagnola, destinata invece al trasporto persone, riprende la struttura originaria dei fuoristrada sportivi, riproponendo in chiave moderna lo spirito del 4x4 vero e proprio. Lo stile, firmato Giugiaro e Centro Stile Fiat, è molto personale e la rende particolarmente attraente: nel frontale riprende il family feeling dei veicoli Iveco grazie al caratteristico design della griglia radiatore. Disponibile solo nella versione 3 porte a 4 posti, con un passo di 2452 mm, Campagnola è lunga 4248 mm, larga 1750 mm e alta 2050 mm. È equipaggiata con un motore 3 litri HPT Euro 4 di derivazione Daily, 4 cilindri turbodiesel 16 valvole, riconosciuto come il miglior propulsore della sua categoria. Dotato di turbina a geometria variabile, eroga una potenza di 176 Cv (129,5 kW) a 3200-3500 giri/min e una coppia massima di 400 Nm a 1250-3000 giri/min. È abbinato alla trasmissione a sei velocità FPT 2840. Disponibile nei due colori storici, verde salvia e avorio che riportano immediatamente al passato, Campagnola presenta dotazioni e allestimenti più da automobile che da veicolo fuoristrada. Molto ricca la dotazione interna, con finestrini anteriori elettrici, rivestimenti in pelle anche per volante e maniglie, aria condizionata, radio/lettore CD con 4 speakers e, a richiesta, sistema di navigazione satellitare. Esternamente Campagnola presenta una targhetta "Opening Edition" sul montante di entrambi i lati che riporta il logo e il numero progressivo ad indicare la serie limitata. I cerchioni sono verniciati nello stesso colore della carrozzeria, mentre il paraurti e i parafanghi sono in tinta opaca.
Una storia di successo.
Con questo veicolo Iveco riporta su strada un mezzo che ha segnato un'epoca : “la torpedo tuttofare che non ha bisogno di strada”, come recitava uno slogan pubblicitario del 1951, l'anno del lancio della Fiat Campagnola. È ancora fresco il ricordo delle leggendarie Jeep leggere impiegate nel conflitto; le Willys si erano rivelate ideali mezzi di appoggio e ricognizione. Ispirandosi a quella formula, lo Stato italiano indice bandi di concorso per veicoli destinati a impieghi speciali. La storia della Campagnola, icona dei fuoristrada Fiat, s'intreccia, nell'Italia del dopoguerra, con quella della "gemella" Alfa Romeo. Fiat e Alfa progettano separatamente due modelli analoghi, denominati in gergo militare AR 51 (la sigla indica Autoveicoli da Ricognizione, il numero si riferisce all'anno di produzione: 1951), entrambi con motore di 1900 cm3. Per l'uso civile, Fiat sceglie il nome meno bellicoso di Campagnola e la «rivale» milanese viene battezzata Matta (come il jolly delle carte). Soltanto la Campagnola ha uno straordinario successo, mentre la 4x4 del Biscione viene prodotta fino al 1955 in soli 2059 esemplari. Decisivo nel determinare la scelta in favore del modello Fiat il prezzo: l'Alfa ha tecnologie molto più costose, inaccessibili agli enti pubblici. La Campagnola D, progettata da Dante Giacosa e realizzata secondo lo schema Willys, debutta alla Fiera del Levante di Bari nel 1951, prezzo 1.600.000 lire. Ha motore anteriore, 4 ruote motrici, avantreno inseribile, riduttore. Nel novembre 1951 compie l'attraversamento verticale dell'Africa - da Città del Capo ad Algeri - in 11 giorni, 4 ore e 54 minuti, superando ogni possibile avversità e stabilendo il record mondiale. La Campagnola, alimentata a benzina, ha una potenza di 53 Cv a 5.300 giri/minuto, cambio a 4 marce e retromarcia, riduttore (II, III e IV sincronizzate), differenziale posteriore bloccabile, leva centrale a cloche, raggiunge i 100 km/h. Può superare una pendenza del 90% (in prima ridotta) e consuma mediamente 12,1 litri per 100 Km. La carrozzeria è lunga 3,64 metri e larga 1,48, il veicolo pesa 1250 kg. Sospensioni anteriori indipendenti con bracci trasversali, molle a elica, ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice, posteriori con assale rigido, balestre e ammortizzatori idraulici. Insomma, quanto di meglio si poteva avere a quel tempo. La versione militare AR51 viene adottata anche dall'Arma dei Carabinieri. Nel '53 compare la versione Diesel (sempre 1.9) da 40 Cv a 3200 giri/minuto (85 km/h, prezzo 1.792.000 lire). Nel 1955 ecco la Campagnola A (AR 55), con motore a benzina potenziato a 63 Cv (116 km/h) e il Diesel da 43 Cv; nel 1960 nasce la Campagnola B con motore a gasolio da 47 Cv, raggiunge i 95 km/h. Il fuoristrada Fiat può trasportare 6 persone con più di 60 kg di bagaglio, oppure 1 persona con 410 kg di bagaglio. Nel '68 è la volta della C Diesel: motore di 1895 cc, 47 Cv a 3800 giri/minuto, 96 km/h. La produzione della prima Campagnola cesserà nel 1973, dopo 39.086 esemplari prodotti, di cui 7.783 Diesel. Nell'estate 1974 debutta la Nuova Campagnola, prodotta fino al 1979. Di concezione tecnologica decisamente più evoluta, è anche più confortevole: può trasportare fino a 7 persone. Viene presentata al Salone di Belgrado e dell'antenata conserva soltanto il nome. È un mezzo moderno, con motori già sperimentati sulla Fiat 132, sospensioni a quattro ruote indipendenti e carrozzeria autoportante. Tra gli optionals: differenziali autobloccanti sui due assali e pneumatici maggiorati, doppi giunti avantreno, sedili posteriori, impianto di aerazione. Il motore è un 4 cilindri in linea di 1995 cm3 con potenza di 80 Cv a 4.600 giri/minuto, cambio a 4 marce + RM, riduttore (tutte sincronizzate), leva centrale a cloche, velocità massima di 115 km/h. La Nuova Campagnola è lunga 3,77 metri e larga 1,58; pesa a vuoto 1570 kg. Costa 4.076.000 lire. La versione «Torpedo Corta» ha tetto e fiancata in tela asportabile. Nel '76 nascono la versione «Lunga» (sbalzo posteriore aumentato di 25 cm) e «Hardtop» (con carrozzeria interamente metallica). Nell'autunno del 1979 la Fiat sostituisce le motorizzazione della Nuova Campagnola, dotandola di un Diesel più adatto all'impiego fuoristrada: il 2 litri Sofim sviluppa 60 Cv a 4.200 giri/minuto e garantisce una velocità di 120 km/h. Numerosi i miglioramenti alla carrozzeria e agli interni. Prezzo di listino da 14.018.000 a 15.198.000 lire, a seconda delle versioni. La produzione della Campagnola termina nel 1987. La Campagnola ha significato molto per l'Italia del dopoguerra e della ricostruzione degli anni '50; un mezzo che ha segnato un'epoca in un Paese ancora privo di una adeguata struttura viaria e che è ancora ben presente nei ricordi degli italiani. Utilizzata dall'Arma dei Carabinieri, dall'Esercito e dalla Protezione Civile, è diventata famosa anche come Papamobile, nella versione scoperta in livrea bianca con le insegne del Vaticano. Quella utilizzata da Benedetto XVI nella prima uscita ufficiale tra la folla di Piazza San Pietro è la stessa che venne donata a Giovanni Paolo II in occasione della visita a Torino nel 1980 e accompagnò le apparizioni pubbliche di Karol Wojtyla, il quale inaugurò, anche grazie a questo veicolo, un modo nuovo di comunicare con la gente. Sempre in bianco, ma con il logo ONU, la Campagnola ha contribuito a numerose missioni internazionali di pace in tutti i continenti.

La Tecnologia della nuova Iveco Campagnola

Di Massif, Campagnola adotta la struttura originaria da vero fuoristrada basato su tecnologie d'avanguardia, con un'impronta forte che lo rende diverso dagli Sport Utility Vehicle destinati a un utilizzo prevalente su strada asfaltata. Un ritorno alle origini del 4x4 che si lascia alle spalle il compromesso tra strada e fuoristrada: come Massif, la nuova Campagnola è adatta a qualsiasi terreno, in grado di offrire prestazioni specifiche di massimo livello e affrontare con disinvoltura percorsi di off-road estremo. La pendenza superabile a pieno carico è del 100%, con un angolo di attacco di 50°, un angolo di uscita di 34° e un angolo di rampa di 33°. La profondità di guado ad assetto standard è di 500 mm, la trazione integrale è disinseribile - con trazione ovviamente sull'asse posteriore – per assicurare consumi decisamente contenuti.
Il cambio a sei velocità FPT 2840 con overdrive è abbinato a una scatola di rinvio con la quale si può selezionare la trazione 4x2 o 4x4. Fornisce 12 marce in avanti e 2 rapporti di retromarcia. L'eccellente combinazione dei componenti si ispira ai prodotti della gamma Daily, la scatola di rinvio è accoppiata alla catena cinematica e, attraverso gli alberi di trasmissione, all'asse anteriore e posteriore. Consente un rapporto di trasmissione di circa 1:1 e l'inserimento della trazione integrale a veicolo in marcia. Con le marce ridotte è consentito il solo uso della trazione integrale.
Il freno di stazionamento è montato sulla flangia di uscita dell'asse posteriore della scatola di rinvio, permettendo così una maggiore coppia frenante, in quanto è moltiplicata per il rapporto di trasmissione. Questo aspetto è di estrema rilevanza poiché significa che il veicolo può essere trattenuto in freno di stazionamento su tutte le considerevoli pendenze che è in grado di attraversare.
La soluzione a telaio separato con assi montati su molle a balestra paraboliche non ammette compromessi: un telaio separato garantisce che le forti sollecitazioni strutturali nell'impiego fuoristrada non vengano trasmesse alla struttura del corpo, compromettendone la durata.
Le molle a balestra aiutano il posizionamento degli assi e la sospensione del corpo senza bisogno di ulteriori elementi per reagire alla forza motrice o frenante, né di collegamenti di posizionamento degli assi al telaio del veicolo. Le molle a balestra paraboliche svolgono il doppio ruolo di sospensione del telaio e posizionamento dell'asse.Quest'architettura delle sospensioni agevola le reazioni alla coppia motrice e frenante senza bisogno di ulteriori collegamenti e forcelle: un vantaggio decisivo per i veicoli fuoristrada. Per l'asse anteriore sono stati adottati ammortizzatori idraulici a doppio effetto; il posteriore invece monta ammortizzatori ad aria a doppio effetto. Il sistema è completato da barre stabilizzatrici antirollio anteriori e posteriori. Il massimo carico dell'asse anteriore e di quello posteriore è rispettivamente di 1175 kg e 1750 kg; il massimo carico del veicolo è di 2650 kg.
L'impianto frenante prevede un doppio circuito idraulico servo-assistito a depressione che aziona i freni a disco sui due assi, ventilati sull'asse anteriore. Il freno di stazionamento è a tamburo azionato tramite cavo, montato sulla scatola di rinvio per una maggiore coppia frenante di stazionamento, in quanto il fattore di moltiplicazione corrisponde al rapporto di trasmissione al ponte.
Il cuore della Campagnola è il motore 3 litri HPT, di derivazione Daily, 4 cilindri turbodiesel 16 valvole con sistema di iniezione common rail tecnologicamente all'avanguardia, in grado di fornire eccellenti prestazioni e un consistente risparmio di combustibile.
Il motore è certificato per i requisiti di emissioni Euro 4, usando il ricircolo dei gas di scarico (EGR) per ridurre la formazione di ossido di azoto e un catalizzatore ossidante.

Il motore è dotato di turbina a geometria variabile che eroga una potenza di 176Cv a 3200 - 3500 giri/min e una coppia massima di 400 Nm a 1250 - 3000 giri/min. Un propulsore dalle caratteristiche uniche nella sua categoria.