Mazda 6 Turbodiesel 2,2: bella e intelligente
Palma di Majorca – Mazda gioca una carta importantissima per rendere ancora più desiderabile e fruibile la “6”, modello strategico della Casa giapponese che nella sua generazione è stata lanciata a novembre del 2007, ridefinendo di fatto nuovi livelli per il segmento CD non premium grazie all’abbinamento di eleganza, un’esperienza esclusiva di guida e dotazioni ricche ed intuitive, il tutto offerto in tre diversi stili di carrozzeria (a seconda del mercato e della motorizzazione). A partire dal lancio, è stata scelta da ben 85.000 clienti in Europa e nel 2008 ha consentito a Mazda Motor Europe di ritoccare il proprio record di vendite. Grazie al nuovo motore turbodiesel MZR-CD da 2.2 litri, uno fra i più silenziosi e più potenti del segmento, oltre ad un innovativo sistema di monitoraggio posteriore del veicolo per una maggiore sicurezza attiva, Mazda6 raggiunge ora livelli di contenuto paragonabili alla più celebrata (e costosa) concorrenza teutonica. Alle quattro motorizzazioni presentate al lancio del modello, tre motori benzina MZR (con cilindrate da 1,8, 2,0 ed 2,5 litri) con un’erogazione di potenza tra i 120 ed i 170 CV, ed un motore turbodiesel common rail MZR-CD da 2,0 litri in grado di erogare 140 CV, va ora ad aggiungersi il nuovo propulsore a gasolio che, testato in maniera approfondita, si conferma fra i più silenziosi e potenti della sua categoria. Per il mercato italiano saranno due i livelli di potenza offerti, in grado di erogare rispettivamente 185 e 163 CV di potenza massima (il 125 CV non sarà infatti disponibile per il nostro mercato) con una vigorosa coppia di 400 e 360 Nm. Per ottenere questo tipo di potenza e di coppia con una cilindrata di 2,2 litri, il motore MZR-CD 2.2 utilizza un turbocompressore a geometria variabile (VGT), ad alta efficienza, con pale ricurve (invece che dritte) dal lato della turbina (lato scarico). Questo aumenta la coppia massima disponibile, e cosa importante, incrementa
la risposta ai bassi regimi. I progettisti Mazda hanno inoltre aumentato la pressione di iniezione del carburante a 200 MPa (per dare un termine di paragone, nel turbodiesel MZR-CD da 2,0 litri tale valore è pari a 180 MPa): questo è stato ottenuto apportando alcuni miglioramenti al funzionamento della pompa ad alta pressione, e tramite nuovi iniettori provvisti di 10 ugelli ciascuno (invece dei 6 ugelli del motore MZR-CD da 2,0 litri) di dimensioni ridotte (portate da 0,13 mm a soli 0,119 mm). Tali modifiche consentono una fasatura più precisa dell’iniezione ed un aumento del numero di cicli di iniezione e della quantità di carburante iniettato, rendendo inoltre possibile controllare in modo più preciso gli schemi di iniezione del carburante in condizioni di transizione. Di conseguenza, il motore MZR-CD 2.2 di Mazda6 offre un’ottima accelerazione nelle situazioni in cui se ne ha davvero bisogno, tanto sugli svincoli autostradali quanto nei sorpassi. Ottime le note riscontrate anche sotto il profilo dei consumi: questo nuovo motore diesel, infatti, si è rivelato decisamente parco ed economico nell’utilizzo, con valori che oscillano tra i 5,5 e i 5,7 litri di carburante ogni 100 km (percorso misto), così come risulta positiva la riduzione delle emissioni rispetto al già noto propulsore di 2,0 litri di cilindrata.

Al volante l’impressione che il “matrimonio” tra questo nuovo propulsore ed il già apprezzatissimo corpo vettura sia decisamente ben riuscito è netta ed inequivocabile. Nel misto guidato che disegna la litoranea ad ovest dell’isola di Majorca, la vettura ha denunciato un inserimento di curva assolutamente impeccabile e scevro da qualsivoglia tendenza al sottosterzo: anche esagerando le staccate ed utilizzando rapporti alti, la percorrenza nelle virate è precisa, fluida e l’uscita si rivela entusiasmante grazie alla robusta coppia di cui è dotato il propulsore. Una sensazione di piacevole controllo in ogni condizione di tracciato che fa emergere quanto il nuovo motore esalti le ottime doti telaistiche di Mazda6, il tutto con la percezione che le masse ed il baricentro siano state distribuite in maniera davvero ottimale. Di ottimo livello, poi, anche la qualità della vita a bordo, contrassegnata da una silenziosità straordinaria, ancora una volta frutto delle migliorie apportate al propulsore, soprattutto in merito all’adozione di una struttura inferiore in lega di alluminio, materiale utilizzato tanto per il basamento quanto per il radiatore dell’olio. Interessante anche la soluzione di utlizzare sul DOHC una catena di distribuzione in luogo della consueta cinghia, accorgimento che consente di dilatare oltremodo i tempi di manutenzione periodica relativa.
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